Gioco
Dalla famiglia Tobino i primi “libri sospesi” per la Biblioteca di Viareggio
Anche i nipoti del grande medico-scrittore a sostegno della campagna lanciata dal Tirreno
VIAREGGIO. Hanno subito risposto all'appello. Perché in casa loro il libro non è un oggetto qualunque. Isabella e Candido Tobino - nipoti di Mario, il medico-scrittore che forse più di ogni altro ha saputo raccontare Viareggio nel suo Sulla spiaggia e di là dal molo e in altri romanzi della sua lunga carriera - sono stati fra i primissimi sostenitori della campagna Un libro per il futuro. E ieri mattina si sono presentati alla libreria Lettera 22 di via Mazzini per lasciare i loro "libri sospesi", raccogliendo l'appello del Tirreno a donare un libro degli ultimi quattro anni alla Biblioteca comunale.
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A sollecitarli, in realtà, è stata Ilaria Tobino, figlia di Candido e nipote di Isabella. Che - bloccata a letto a causa di un brutto infortunio ad un ginocchio rimediato a giocare a tennis - non appena letto sul giornale dell'iniziativa ha chiamato padre e zia per coinvolgerli. In modo che la famiglia Tobino fosse fra le prime a rispondere alla mobilitazione per salvare la Biblioteca della loro città. Un gesto che - insieme a quello delle tante altre persone che già ieri hanno voluto donare uno o più "libri sospesi" - riempie di entusiasmo anche noi del Tirreno. Perché avere la famiglia di Mario Tobino a fianco in questa campagna dà una spinta tutta particolare alla nostra iniziativa. «Dare una mano alla Biblioteca comunale di Viareggio in questa fase di grandi difficoltà economiche - spiega Isabella Tobino, che proprio in rappresentanza della famiglia fa parte anche del consiglio della Fondazione Mario Tobino - ci è sembrato in qualche modo un dovere. La biblioteca rappresenta il luogo dove la cultura è alla portata di tutti, non ha costi, chiunque vi si può avvicinare. E rappresenta il futuro, perché è qui che si formano i giovani. Non solo. In una società complessa e multiculturale come la nostra, la biblioteca rappresenta anche un luogo che aiuta l'integrazione».
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Isabella Tobino e la cognata Paola Mazzetti Tobino (venuta in rappresentanza del marito Candido) hanno scelto come libri sospesi da donare due volumi molto diversi fra loro. La prima verità di Simona Vinci (Einaudi) e Una più uno di Jojo Moyes (Mondadori).
«Il romanzo della Vinci è certamente di maggior spessore, più adatto ad un pubblico adulto - spiega Paola Mazzetti Tobino - ma abbiamo voluto scegliere anche un libro come quello di Jojo Moyes perché più vicino ai gusti di un pubblico giovane. E i giovani rappresentano il domani di questa città e vorremmo che fra i luoghi che frequentano ci fosse anche la biblioteca comunale».
Dalla famiglia Tobino parte poi un invito rivolto a tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Viareggio ad aderire all'iniziativa del libro sospeso. «Acquistare un libro per sé e donarne uno alla Biblioteca comunale è un piccolo gesto concreto per arricchire se stessi e gli altri e condividere qualcosa di piacevole con chi ci sta intorno».
E all’appello stanno rispondendo in molti. Solo nella giornata di ieri sono stati donati quattro libri da Lettera 22 in via Mazzini, cinque a La Vela in via Garibaldi e tre alla Mondadori in Passeggiata. Da domani pubblicheremo anche i titoli dei libri regalati alla Bibioteca, i nomi dei donatori e, se lo vorranno, anche le loro foto.
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