Il Tirreno

Versilia

Soccorso alpino, collaudo notturno

Soccorso alpino, collaudo notturno

Simulato dalla stazione di Querceta il recupero di un escursionista sul Procinto

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QUERCETA. Il Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, che solo nel 2015 a livello nazionale è stato chiamato a intervenire su più di settemila interventi, svolge una quotidiana azione di formazione del proprio personale su tutto il territorio nazionale. Oltre ai corsi di formazione e selezione obbligatori per i tecnici, che si susseguono con cadenza e ritmo periodici, i servizi regionali organizzano esercitazioni pratiche per simulare e gestire efficacemente situazioni di intervento molto eterogenee tra di loro.

In questo contesto lo scorso weekend la stazione di Querceta del Soccorso alpino e speleologico toscano ha organizzato un'esercitazione tecnica in notturna su roccia con l’ausilio del proprio personale tecnico e sanitario. Nello specifico è stato simulato il recupero di un escursionista infortunato durante l’ascensione al Monte Procinto. La squadra ha effettuato una calata dall’alto per raggiungere l'infortunato che è stato stabilizzato e imbarellato. Le peculiarità ambientali (il buio e l'ambito operativo in parete) hanno permesso di affinare le diverse tecniche di recupero in condizioni particolarmente ostili che quotidianamente impegnano le squadre dei soccorritori per formarne l'attitudine a manovre e gestione di intervento in situazioni particolarmente delicate.

Durante l’esercitazione è stata constatata tra l’altro la presenza di una criticità legata alla stabilità di un masso che incombe sulla parte bassa della ferrata. La via ferrata dunque è al momento chiusa e si raccomanda di informarsi presso il Cai di Firenze circa la data di riapertura.

Le attività addestrative si susseguono su tutto il territorio regionale, caratterizzato da ambienti e contesti operativi molto diversi tra di loro. Queste particolarità hanno permesso lo sviluppo di un'efficiente rete di intervento che oltre all'ambiente speleologico e alpino è attivo nell’ambito del soccorso in forra e nella ricerca dei dispersi in superficie, avvalendosi di dotazioni e tecnologie all'avanguardia.

A livello nazionale l'ambiente montano nel 2015 è stato il teatro del 43,2% delle operazioni di soccorso, seguito da interventi in ambiente ostile e impervio, 21,7%, e da quelli sulle piste da sci, 10%.

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