Finanza
Dal caffè al libro sospeso
Al via la prima iniziativa concreta per far rinascere la Marconi
A Napoli esiste una bella tradizione in voga da sempre: il caffè sospeso.
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Di cosa si tratta? In buona sostanza, in una declinazione tutta partenopea del concetto di solidarietà, quando si va al bar a fare colazione o ci si prende una pausa per un espresso a metà mattina, in tanti lasciano un caffè pagato per chi verrà dopo di loro e non può permetterselo. Non l'amico, il collega, il semplice conoscente. Qualcuno di cui non si conosce il nome o il volto, l'età o il luogo di nascita. Qualcuno però a cui non si vuol negare uno dei piccoli, grandi piaceri della vita. Condividendo con lui quel breve ma necessario momento di gioia nel corso della giornata.
Ebbene, per aiutare la biblioteca comunale di Viareggio che negli ultimi quattro anni non ha più potuto spendere un euro per mancanza di risorse, abbiamo deciso di lanciare l'idea del libro sospeso. A tutti coloro che lo vorranno, chiediamo di entrare in libreria e - insieme all'ultimo romanzo da tenere sul comodino o al giallo appena uscito che volete regalare ad un amico per Natale - lasciare pagato un libro che andrà appunto alla biblioteca pubblica della città.
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Una iniziativa, questa, alla quale hanno aderito con entusiasmo e creduto le principali librerie della città e che qui, in ordine alfabetico, ringraziamo pubblicamente: La Vela, Lettera 22, Lungomare e Mondadori (e se altre vorranno partecipare sarà sufficiente che ci chiamino in redazione).
L'accostamento fra il caffè e il libro, del resto, presenta ben più di una analogia. Perché anche leggere è uno dei piccoli, grandi piaceri della vita. E acquistare un libro e donarlo alla biblioteca pubblica della città è un po' come condividere questo piacere con tante altre persone, visto che quel volume sarà poi destinato a passare di mano in mano. E le emozioni che trasmetteranno voleranno di cuore in cuore, in una invisibile (e virtuosa) catena che vorremmo non si spezzasse mai.
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Forse, in una città normale, di una iniziativa come questa non dovrebbe neppure esserci bisogno, perché (come suggerisce anche lo slogan della nostra campagna) un libro rappresenta il futuro di una comunità e dunque fra le priorità da soddisfare da parte di chi ci amministra - insieme alla pulizia delle strade o alla sicurezza di chi vi abita - dovrebbero esserci anche certi bisogni immateriali che un libro incarna. O, forse, iniziative come queste dovrebbero esistere a prescindere, perché contribuiscono a creare quel legame spirituale fra cittadini che non si costruisce solo e soltanto con i conti del Comune in ordine.
Comunque la pensiate, vi invitiamo però a partecipare, a dimostrare che questa città così ricca dì potenzialità e di entusiasmo, ha voglia di risollevarsi anche con le proprie mani. Una piccola rivoluzione che si può fare anche con un libro...
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