Il Tirreno

Versilia

Rapinata sul treno mentre torna a casa

di Cesare Bonifazi
Linda Cortopassi (foto da Facebook)
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Linda Cortopassi (foto da Facebook)

Viareggio, le hanno sfilato il telefonino di mano mentre tornava da una gita: «La tratta è presa di mira dai delinquenti»

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VIAREGGIO. Si era fatta tutto viaggio di ritorno da Firenze in tranquillità, ma proprio gli ultimi chilometri hanno rovinato una bella mattinata di cultura: «Sono partita sabato mattina da Viareggio per andare a Firenze al museo del Bargello - racconta Linda Cortopassi, la viareggina derubata sabato scorso del suo telefonino mentre era in treno - Sono ancora “studentessa” all’università e abbiamo organizzato una gita. Sul treno del ritorno ho cambiato a Pisa: ho preso il treno delle 13.54, direzione La Spezia». Linda conosce bene quei binari perché li percorre percorre tutti i giorni per andare a Pisa dove lavora in un ufficio comunale.

«Essendo sabato, il treno era abbastanza vuoto quindi ho preferito uno scompartimento un po’ più popolato - racconta Linda - Cerco di stare molto attenta nei mezzi pubblici ma evidentemente non lo sono stata abbastanza».

Quando il treno si è fermato a Torre del Lago, infatti, Linda ha tirato fuori il telefono per chiamare casa e avvertire che stava arrivando, ma non ha fatto in tempo a tirarlo fuori che le è stato sfilato di mano. Un uomo magro, alto, vestito di nero lo aveva preso al volo e se lo stava portando via. Per reazione lei ha subito stretto a sé la borsa e si è alzata a rincorrere il ladro che però è sceso velocemente dal treno.

«Non sono riuscita a vederlo in viso perché aveva il cappuccio, non posso neanche dire se fosse un uomo o una donna ma dalla mano ho notato che aveva un incarnato olivastro: credo fosse un nord africano ma non posso dirlo con estrema sicurezza».

Nel piccolo inseguimento tra un vagone e l’altro Linda non ha fatto in tempo a prenderlo perché le porte automatiche le si sono chiuse proprio davanti. Non ha potuto far altro che sedersi di nuovo al suo posto e aspettare di arrivare alla stazione di Viareggio. Nel frattempo ha cercato la capotreno per avvertire la Polfer: «Quando sono scesa sono andata subito all’ufficio della Polfer ma l’ho trovato completamente vuoto, malgrado la capotreno li avesse avvertiti - racconta Linda - sono passati almeno dieci minuti prima di vedere due poliziotti che camminavano tranquillamente sui binari: li ha notati in lontananza».

I due poliziotti però, secondo il racconto di Linda, le hanno detto che non potevano raccogliere la denuncia perché non erano ufficiali di Pg; quindi ha dovuto aggiungere un’altra tappa alla su personale odissea ed è dovuta andare direttamente in commissariato.«Quando ho sporto denuncia - racconta - mi hanno detto che non era la prima volta che sono accaduti episodi del genere perché tutta quella tratta è presa di mira da gruppi di ragazzi magrebini che rubano i telefonini e riutilizzarli per lo spaccio».

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