Sicurezza
Marina, locali a processo per gli eventi del 2013
L’ex direttore del Parco, consulente della Procura, avverte: servono pianificazione e percorsi partecipativi per tenere insieme natura e attività
TORRE DEL LAGO. Marina di Torre del Lago tra passato e futuro all luce dei processi che i più noti tra i locali che hanno animato l’estate fino al 2013 stanno subendo in queste settimane (prossima udienza il 6 dicembre). L’inchiesta della Procura è relativa proprio all’estate 2013 ed al via libera del Parco di Migliarino Massaciuccoli San Rossore ad una serie di eventi straordinari per rianimare la zona. Il nullaosta del Parco fu rilasciato e seguì l’autorizzazione dell’Ente pubblico (ufficio Suap). Da lì a poco arrivò la revoca dell’autorizzazione in deroga acustica dell’ufficio ambiente dello stesso Comune di Viareggio. Perché i controlli delle guardie del Parco avevano fatto scattare l’inchiesta del sostituto Procuratore Antonio Mariotti (Procura di Lucca).
Il quale - tramite la polizia municipale di Viareggio, con delega al comandante Vasco Comaschi - ha chiesto al proprio consulente Antonio Perfetti, che dell’Ente Parco è stato a lungo direttore, se per i fatti contestati relativi a quell’estate bollente si possa rilevare l’applicabilità dell’articolo 1 del Decreto legislativo 121/2011 che modifica il codice penale inserendo l’articolo 727bis “Distruzione o deterioramento di habitat protetto”. Azioni che, secondo l’accusa, sarebbero state commesse dai locali a processo sia sforando i limiti acustici fissati, sia impedendo alla propria clientela di arrivare sulle Dune, come previsto dalle prescrizioni che l’Ente Parco aveva allegato al proprio nullaosta, rendendolo di fatto già violato in partenza dato lo stato dei luoghi non recintabili.
«Gli habitat soggetti potenzialmente a disturbo - scrive Perfetti - sono diciotto, 14 per le Dune e 6 per la Macchia lucchese e le specie principali sono quindici, di cui 14 specie di uccelli, due di insetti ed una di anfibi». Questo «complessivamente per i due siti».
Le nove prescrizioni allegate al nullosta rilasciato dall’Ente Parco, alle’poca già presieduto da Fabrizio Manfredi, ex assessore all’urbanistica del Comune di Viareggio, andavano nel senso della necessaria preservazione dell’ambiente naturale. A partire dalla prima, quella che prescriveva: «Tutte le attività si dovranno svolgere nelle aree asfaltate e nei locali di Viale Europa tra la Riserva naturale della Lecciona (esclusa) a Sud e la rotonda di viale Europa a Torre del Lago, a Nord».
Perfetti, che il Parco ha diretto, ha ben chiaro cosa significhi far convivere le attività della movida notturna - spazzata di fatto via proprio dall’esperienza 2013 - con l’ambiente naturale da preservare. Per cui, nel rispondere al quesito posto dalla Procura - scrive: «Il sovra-calpestio, l’abbandono di rifiuti, l’inquinamento acustico costituiscono pressioni con dati quantificabili ed oggettivi rilevati nel tempo nell’area in questione. Ed è oggettiva anche la necessità di proteggere l’integrità ecologica dei siti Natura 2000 così come prescrive la legge»:
La convivenza è, dunque, difficile. Tanto che Perfetti conclude il proprio parere con un’indicazione preziosa per il futuro: «Allo stato attuale solo una pianificazione di maggiore dettaglio, affiancata da un processo partecipativo e di crescita culturale della platea costituita da tutti i portatori di interesse: politici, operatori economici e turisti, può portare ad una applicazione “24 ore al giorno” delle misure di conservazione che derivano in gran parte dall’attuazione del comportamento e delle azioni di conservazione elencate dalla Regione (deliberazione 644/2004).
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