Sicurezza
Quattro anni (di titoli) da recuperare
Il nostro giornale lancia una campagna per far rifiorire la “Marconi”. E invita i lettori a proporre idee e suggerimenti
Quattro anni di libri da recuperare. Parte da questo obiettivo - ambizioso, ma non impossibile da centrare - la campagna che Il Tirreno vuol lanciare a partire da oggi e fino a metà dicembre per aiutare la biblioteca comunale di Viareggio a rifiorire.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14477991:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/11/27/news/niente-piu-libri-la-biblioteca-e-senza-soldi-1.14477991]]Una iniziativa della quale il nostro giornale vuol essere il traino iniziale, la scintilla che innesca il motore, ma che potrà dirsi davvero riuscita se ce la farà a coinvolgere tutta la città. O, almeno, quella parte che - al di là e al di sopra di opinioni politiche e ideologiche - non vuol rassegnarsi ad un declino che, senza una brusca inversione di tendenza, rischia di diventare irreversibile. È partendo da qui che invitiamo tutti coloro che vorranno fornirci un contributo di idee (purché concrete e realizzabili) a farsi avanti, a contattarci e a contribuire attivamente a questo progetto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14477993:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/11/27/news/quelle-storie-da-condividere-1.14477993]]Certo, non possono essere dieci, cento, mille libri acquistati grazie a questa iniziativa e messi a disposizione di tutti i cittadini a far ripartire Viareggio. Ma il valore simbolico e immateriale del libro - oggetto che vive solo grazie al suo contenuto di idee, sogni, emozioni, passioni che riesce a trasmettere al lettore - è qualcosa che va ben oltre il numero di pagine, la qualità della rilegatura o l'eleganza dell’immagine di copertina. E che proprio per questo può impersonificare quella voglia di rinascita che si respira da tempo ma che ancora non riesce ad affermarsi come una necessità, sconfiggendo quel sentimento di rassegnazione e sfiducia che - in parte anche comprensibilmente - in città sembra ancora impossibile potersi scrollare di dosso.
Non dimentichiamoci poi che per Viareggio il libro è anche qualcosa di più. Perché forse chi vive qui non se ne rende conto fino in fondo, ma insieme alla sua spiaggia, al suo Carnevale, ai suoi lussuosi yacht, il nome di Viareggio è tutt'ora abbinato anche al suo premio letterario. Qui, alla fine degli anni Venti del secolo scorso, fra le spiagge dorate e ben frequentate di quella che era davvero la “perla del Tirreno”, grazie ad un manipolo di scrittori guidati da Leonida Rèpaci, Viareggio prese il volo anche sulle ali dei libri. Ora, dopo aver toccato il fondo, può provare a risalire. E a noi piace pensare che possa farlo ancora una volta attraverso dei libri.
Cla.Ve.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
