Sicurezza
Addio alla zia di Marina Scompare la “Rosetta”
Per oltre cinquanta anni è stata la titolare del negozio in via Carducci I funerali si terranno oggi pomeriggio nella chiesa di Sant’Antonio
PIETRASANTA. La “Rosetta” ha smesso di correre. Si è appartata in un angolo, ha guardato oltre il cielo della sua Tonfano e ha salutato quello che restava del paesone che l’aveva accolta 52 anni fa. Avrebbe compiuto 81 anni fra pochi giorni, Rosetta Sibilio, scomparsa nella giornata di ieri. Originaria di Fasano in provincia di Brindisi, ma tonfanina nell’animo da oltre mezzo secolo. Rosetta era conosciuta da tutti. E non è un modo di dire.
Impossibile restare indifferenti di fronte a quel carattere impetuoso, verace, dove l’istinto non sfioriva mai nella diplomazia o nella frase di comodo: la “Rosetta” era così, prendere o lasciare. Una donna dalla generosità tracimante e che aveva insegnato a fare le orecchiette brindisine a mezza Marina, ma anche dalla litigiosità sempre innescata: se qualcosa non andava, non funzionava, non le piaceva, poteva essere il sindaco, il carabiniere o il parroco di turno - lei da sempre in prima fila in chiesa e per anni vicina a Don Florio - il rimbrotto partiva. Eccome se partiva.
E quel suo negozio di via Carducci dove lavorava e viveva, fu così per mezzo secolo il riferimento del mondo marinello, residenti e turisti: perché era sempre aperto, giorno e notte, perché ci trovavi il canotto e la bigiotteria di qualità, sviluppavi in un’ora le tue foto ed acquistavi i biglietti del bus, ti facevi dare i francobolli da apporre sulla cartolina più folle. E sempre in quel negozio ha allevato generazioni di tonfanini: li elogiava e li brontolava. Perché è stata un po’ la zia di tanti: quella zia brontolona, ma sincera, dall’ironia intelligente e dalla battuta graffiante, ma anche dalla carezza sussurrata. E se non le andavi a genio, se la tua idea di educazione non collimava con la sua, non esitava a sbatterti fuori dal suo negozio. Anche se avevi un portafoglio generoso.
Ma quando arrivò a Tonfano, con la valigia di cartone, quella bellezza particolare di donna del sud - aveva posato come modella all’accademia di Belle Arti a Carrara e la scultura di Tommasi di fronte al mercato ortofrutticolo ritrae proprio la Rosetta in gioventù - non passò inosservata: si rimboccò le maniche e cominciò a lavorare come cameriera negli alberghi. Anni complicati.
Poi arrivò il negozio, la sua vita. Come la sua vita era il figlio Lauro e i suoi due “ occhi”, i nipotini Totò e Jay che oggi, insieme alla nuora Anja, si abbracceranno intorno al ricordo di quella impetuosa ragazza poi diventata mamma e poi ancora nonna, durante il funerale che verrà officiato alle 14.30 nella chiesa di S.Antonio.
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