Il Tirreno

Versilia

Tonelli prende tempo ma il Viareggio 2014 è a un passo dal crac

di Roy Lepore
Tonelli prende tempo ma il Viareggio 2014 è a un passo dal crac

Il principale azionista della società sportiva bianconera vorrebbe rinviare l’assemblea in programma lunedì

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VIAREGGIO. Colpo di scena alla vigilia dell’assemblea dei soci del Viareggio 2014 fissata per lunedì mattina presso un notaio per la ricapitalizzazione della società in cui vanno versati 50mila euro, che sono stati trovati quasi tutti, mancano solo pochi euro.

«Il socio di maggioranza, Eugenio Tonelli - dichiarano i dirigenti del Viareggio - avrebbe manifestato la volontà di chiedere un rinvio dell’assemblea di lunedì con tutte le conseguenze del caso che, nella migliore delle ipotesi, comporterebbero la paralisi, se non addirittura la fine della società». È incomprensibile questo dietrofront, quando lo stesso Tonelli aveva fatto verbalizzare nell’ultima assemblea dei soci di procedere alla ricerca di nuovi eventuali soci, ma più che altro di reperire i soldi necessari per la ricapitalizzazione ed evitare la messa in liquidazione della società, cosa che è stata fatta.

«In questa prima fase del salvataggio parziale del Viareggio abbiamo coinvolto diversi sportivi, fra questi anche pensionati - dice il presidente, Cristiano Baroni - che ci hanno manifestato la loro vicinanza ed hanno contribuito anche loro al raggiungimento della somma necessaria per poter risolvere il problema. Mi auguro che Tonelli comprenda che questo è quanto lui stesso ci ha dato mandato di fare dopo che aveva dichiarato che non era in grado di far fronte al risanamento dei debiti, malgrado che ora ha riferito che sarebbe in grado di avere a disposizione, posticipando l'assemblea, a breve i soldi. La data di lunedì non può essere rinviata per legge».

Ed allora perché ci sarebbe stato questo diniego ad andare avanti dopo quanto avete fissato da tempo confermando l’assemblea di lunedì con il rischio che se questa salta, il Viareggio potrebbe fallire con conseguenze penali anche per lui, essendo l’azionista di maggioranza, ed in pratica il proprietario? «Siamo rimasti sopresi anche noi, ma comunque confidiamo che ci ripensi e si renda conto, visto che ha dichiarato di non voler tenere in ostaggio il Viareggio, che ci dia la possibilità di salvare la società con i soldi che abbiamo trovato per adesso e con quelli che dovremo reperire poi per coprire l'intero debito, che è maturato nel corso di questi mesi». Alle porte c’è poi da affrontare la questione della firma delle liste di svincolo dei giocatori, che richiederanno di andare via. Chi scenderà in campo domani dovrà onorare la maglia, indipendentemente dai soldi che avanza. I tifosi e la città di Viareggio meritano rispetto, chi non se la sente è bene che lo dica senza mezzi termini e si faccia da parte, perché fornire prestazioni come quella contro il Ghiviborgo, altre prima, come quella del primo tempo con il Grosseto ed essere eliminati dalla Coppa Italia, come avvenuto mercoledì con il Montecatini, non è ammissibile. Domani contro la Fezzanese non è giustificabile una prestazione sotto tono. La dirigenza deciderà poi, se e quando, firmare le liste di svincolo a chi le chiederà.

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