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Versilia

Spaccatura insanabile nella maggioranza del sindaco Verona

STAZZEMA. Ennesimo scontro a Stazzema in consiglio comunale. L’amministrazione traballa, e i due consiglieri formalmente ancora in maggioranza - Marco Viviani e Emanuela Olobardi - sono tornati a...

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STAZZEMA. Ennesimo scontro a Stazzema in consiglio comunale. L’amministrazione traballa, e i due consiglieri formalmente ancora in maggioranza - Marco Viviani e Emanuela Olobardi - sono tornati a sparare a zero contro il sindaco Maurizio Verona. La sfuriata dei due si è consumata nell’assise comunale di giovedì sera.

Viviani e Olobardi hanno descritto uno «stato di confusione e di completo disorientamento dell’amministrazione comunale, incapace di tracciare la strada per uno sviluppo concreto e sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico».

Non è la prima volta che i due consiglieri prendono posizione in consiglio contro la maggioranza. E tutto era incominciato con la vicenda di cava La Ratta di Pomezzana. Tuttavia la spaccatura insanabile tra Marco Viviani e Emanuela Olobardi con il resto dei consiglieri e assessori di Stazzema ha trovato un altro terreno di scontro.

La maggioranza così rimane appesa ancora al filo di un voto: 7 consiglieri contro 6 (4 della minoranza i due ex). La discussione nel consiglio di giovedì ha riguardato la futura destinazione dell’area produttiva di Col Del Cavallo, dopo che nei mesi scorsi, le comunità delle varie frazioni, sono insorte contro il pirogassificatore (progetto ormai accantonato).

«Il documento presentato dall’amministrazione – spiegano in un comunicato stampa Viviani e Olobardi - non è altro che un’accozzaglia di idee rubate a destra e sinistra e in contrasto le une con le altre, senza una definizione concreta».

Nelle settimane scorse l’amministrazione ha incontrato il movimento dei cittadini della vallata di Cardoso-Pruno-Volegno proprio per accogliere le idee degli abitanti su Col del Cavallo. Ma secondo i due ex amministratori il consiglio «più che definire un atto di indirizzo politico ha sancito il fallimento dell’amministrazione guidata dal sindaco – rincarano i due - che è stato solo capace di fare una mera esposizione tecnica dell’argomento, senza far capire quale sia la direzione che l’amministrazione comunale intende intraprendere per andare incontro alle necessità del territorio».

Hanno anche ricordato che l’area produttiva di Col del Cavallo è nata all’indomani della tragica alluvione del 96. C’è anche da aggiungere che tuttavia anche questo progetto e non è mai decollato, così come il Consorzio Forestale. Si ricorderà anche il caso delle Palme del punteruolo rosso: era a Col del Cavallo che finiva la maggior parte delle palme abbattute sul litorale versiliese, per essere smaltite e cippate; ma gli ispettori del dipartimento Fitosanitario della Regione Toscana bloccarono l’autorizzazione al Consorzio per troppe irregolarità.

Tiziano Baldi Galleni

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