Sicurezza
L’ex sindaco Ettore Neri verso un assessorato
Potrebbe prendere il posto del collega Pesci «C’è un quadro politico che va composto»
VIAREGGIO. Il suo nome circola da giorni e la sua nomina ad assessore sarebbe il sigillo del Partito democratico, oltre che strumento che molti problemi risolverebbe alla amministrazione Del Ghingaro. «Se mi chiamano in un contesto che funziona, perché no? Volentieri...», risponde Ettore Neri al “Tirreno”: «Questa volta, però, il lavoro non lo lascio», aggiunge l’ex sindaco di Seravezza che per un soffio non è andato a sedersi in consiglio regionale con le amministrative 2015. Dalle fila della maggioranza del sindaco Giorgio Del Ghingaro trapela che tra i due sarebbero già intercorsi contatti.
Neri, però, glissa e nega: «Non mi hanno chiamato, non mi hanno detto niente, ho sentito Del Ghingaro per fargli i complimenti per il suo ritorno in carica», cercando di sembrare meno preparato su Viareggio di quello che in realtà è. Alla domande diretta del cronista che chiede «ma lo faresti l’assessore a Viareggio?», la risposta è: «C’è un quadro politico che va composto e all’interno di un quadro politico che si compone uno deve fare un ragionamento su quella cosa lì». Parole alla lettera dell’ex primo cittadino che potrebbe essere chiamato (pur con altre deleghe, si parla del sociale) a ricoprire il ruolo che è stato di Alessandro Pesci, ex assessore ad ambiente ed urbanistica, ma anche ex sindaco di Fiesole e dunque con esperienza maturata nella pratica quotidiana di un Comune. «In questa fase la cosa più importante - è ancora Neri a parlare - è il ragionamento avviato tra amministrazione comunale e Pd viareggio e toscano. Il quadro delle persone poi lo compone il sindaco».
Il Pd viareggino è in ebollizione, dopo il passo del capogruppo Luca Poletti che ha incontrato il ritrovato sindaco appena ha messo nuovamente piede in Municipio.
Ettore Neri, che di politica ne ha masticato e ne mastica, commenta così e sono parole di peso: «C’è bisogno che questa storia per Viareggio finisca immediatamente». Parole che sembrano collocarlo già sui banchi della Giunta Del Ghingaro come figura autorevole. Soluzione che compone il complicato puzzle politico lungo l’asse Firenze-Lucca-Viareggio. Perché Neri avrebbe dovuto prendere il posto, in consiglio regionale, di Stefano Baccelli, ex presidente della Provincia, se Baccelli fosse stato il candidato del centrosinistra a sindaco di Lucca. Ipotesi che sembra sempre più sfumare a favore della riconferma dell’attuale primo cittadino, Alessandro Tambellini.
Ancor più se il centrodestra confermasse come proprio candidato quel Remo Santini, giornalista, caposervizio ormai storico del quotidiano “la Nazione” a Lucca e alfiere di una lucchesità che fa proseliti non solo tra gli elettori del centrodestra. Il posto di assessore per Ettore Neri compone il puzzle e placa molti animi. Probabilmente anche quelli di quella sinistra del Pd viareggino che fin da subito si è schierata apertamente con Giorgio Del Ghingaro.
Per il quale - così si racconta nei meandri del Pd toscano - l’esperienza viareggina si concluderebbe in un solo mandato, quello iniziato, appunto, lo scorso anno. Il rapporto più che stretto che il sindaco di Viareggio ha stretto con il presidente della Regione, Enrico Rossi, potrebbe portarlo dritto a Firenze. E da lì, se il referendum del 4 dicembre desse il via libera al sì alla riforma costituzionale, il passo verso Roma sarebbe davvero a portata di mano per l’ex sindaco di Capannori oggi tornato a governare Viareggio forte di una sentenza del Consiglio di Stato che ha scelto di far prevalere la volontà degli elettori sulle regole che sovrintendono l’espressione democratica del voto. Regole che lo stesso Consiglio di Stato, in altre occasioni, ha ritenuto così determinanti da stabilire che la scomparsa di schede elettorali determina l’annullamento delle stesse elezioni.
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