Il Tirreno

Versilia

La prima cosa da fare? «Ripulire la nostra città»

di Matteo Tuccini
La prima cosa da fare? «Ripulire la nostra città»

Lotta al degrado e sicurezza in cima alla lista secondo cittadini e imprenditori Sulle iniziative per turismo, commercio e cultura si chiede soltanto di agevolarle

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VIAREGGIO. Caro sindaco Giorgio Del Ghingaro, inizia dalla cosa che sembra più semplice. E che invece è la più difficile. Comincia dalla pulizia della città. Perché una fontana accesa, un sacchetto della spazzatura in meno e un’aiuola curata in più parlano. Dicono molto, sia a chi vive qui che chi arriva da fuori. Cittadini e imprenditori di Viareggio hanno le idee chiare: nella lista delle cose da fare subito, le priorità sono la lotta al degrado e la sicurezza.

Stop a sporcizia e bivacchi. È lo scrittore Giampaolo Simi a spiegare perché. «Può anche darsi che sia una questione di facciata - dice - ma il decoro dello spazio pubblico è un segnale di qualità della vita pubblica. Da questo punto di vista ritengo che quella delle verande in Passeggiata è stata una grande battaglia. Su cui proseguire». Anche per Roberto Franceschini del ristorante Romano «bisogna ricominciare da dove eravamo rimasti. Partendo dalla gestione corretta della raccolta differenziata della spazzatura, che deve entrare nella testa delle persone». Chiesti anche interventi anti-bivacchi. «È inaccettabile - afferma Maria Rosaria Francavilla, titolare dell’albergo Spinelli e presidente di Assohotel Confesercenti - che dietro lo stadio, in pineta di Levante, ci sia un vero e proprio accampamento. Abbiamo paura a passare da lì. Come albergatori, inoltre, ci aspettiamo due cose: che si torni ad andare in giro a promuovere la città, visto che siamo già in ritardo per l’estate 2017. E che partano i controlli contro i furbetti delle vacanze, gli hotel abusivi». Secondo Graziano Giannessi, storico balneare alla guida del Nettuno in Passeggiata, «per recuperare il decoro basta poco, anche tappare le buche. È un gesto di rispetto: la gente vede che si sta facendo qualcosa e si sente speranzosa».

La questione della sicurezza. Il sindaco non è uno sceriffo «ma può fare pressione sugli organi competenti perché potenzino le forze dell’ordine sul territorio», spiega Carla Vivoli, presidente della Croce Verde. Fa ancora discutere l’ordinanza che obbliga gli esercizi commerciali della stazione a chiudere alle 19,30. «Non può essere la soluzione - afferma Piero Bertolani, titolare del Nike Alf della Passeggiata e presidente di Confcommercio - Io credo che debba essere messo in pratica il piano della sicurezza, con la polizia municipale di supporto alle forze dell’ordine. Per riportare serenità in piazza Dante, piazza Cavour e Passeggiata».

La questione porto. Se il porto non riparte, non riparte la città. Consapevoli di questo antico mantra, i cantieri nautici chiedono a Del Ghingaro di muoversi subito. «Il porto e le sue infrastrutture - spiega Katia Balducci, presidente del consorzio Navigo - sono temi fondamentali per noi. Da questo punto di vista è necessario capire se la Regione voglia aiutarci investendo nel porto. Da non sottovalutare, inoltre, il ruolo delle scuole e la formazione professionale».

Lo stimolo ai privati. Tutti sanno benissimo che il Comune non può sostenere economicamente alcuna iniziativa. Quello che si chiede è di agevolare le idee dei privati, evitando che affoghino nella burocrazia. «Stiamo perdendo tutte le iniziative - dice Fernando Pampaloni, storico ambulante della Passeggiata - e ad oggi non sono previsti in città mercatini di Natale. Bisogna rimediare». Ma il supporto può essere anche culturale. Così Simi: «In città le librerie organizzano appuntamenti con gli scrittori: si potrebbe coordinarle. E la biblioteca comunale va fatta funzionare».

L’emergenza casa. Per Gabriele Cipriani, presidente della Misericordia, «certe volte il Comune non riesce a rispondere all’emergenza abitativa. E ci chiama a un ruolo che da temporaneo diventa definitivo. A mio parere vanno date delle risposte a queste esigenze».

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