Sicurezza
L’agenda finanziaria incombe
E 11 dipendenti delle partecipate sono ancora senza un posto di lavoro
VIAREGGIO. Il sottopasso delle Cateratte allagato con le pompe che non funzionano - le solite che l’amministrazione sospesa ha lasciato - ed il caos nelle scuole comunali perché mancano i fondi per pagare le sostituzioni alle educatrici ex Asp: il “dove eravamo rimasti” piomba addosso di colpo a chiunque si appresti a governare Viareggio. Una città che, l’ha ricordato con grande stile il commissario Fabrizio Stelo nel salutare i viareggini, «ha un presente complesso».
Il 30 novembre è il termine per l’assestamento di bilancio al quale ha messo mano il sub commissario Stefano Del Punta insieme agli uffici comunali. La squadra di Stelo era al lavoro anche sulla scelta dei beni da porre in vendita per mettere insieme gli otto milioni a completamento della somma necessaria a pagare i creditori del dissesto. Un elenco che oggi starà all’amministrazione Del Ghingaro rapidamente.
A questa cifra si sommano i dieci milioni da recuperare dall’evasione dei tributi: ma “I Care” è nel caos con lo stato di agitazione dei lavoratori e la convocazione in Prefettura.
Restando sul fronte delle vendite c’è il bando per la Viareggio Porto: della società del sostenitore della campagna elettorale di Del Ghingaro, Pasquale Sgrò, si sono perse le tracce e la Regione preferirebbe che l’operazione-asta andasse fallita per far tornare le concessioni all’Autorità portuale. Senza dimenticare che la Viareggio Patrimonio deve cedere beni pubblici per qualche decina di milioni e che il curatore Donato Bellomo è stato chiaro già un anno fa: se il Comune li vuole, paghi.
Inevitabile affrontare, per la ritrovata amministrazione, anche la questione dei sette dipendenti del Principino a casa da un anno e dei quattro della Patrimonio, servizio caldaie, rimasti senza collocazione.
L’amministrazione del commissario ha poi firmato l’ordinanza tanto discussa, ma anche apprezzata, per piazza Dante, in vigore fino al primo marzo. Sta ora al sindaco decidere se revocarla. Da ultimo, ma non per importanza, il contratto con Sea Ambiente che scade il 28 febbraio 2017: ma le decisioni sono da prendere ora e forse è già tardi. (d.f.)
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