Simula il furto del suo scooter: condannato
Fuggito all’alt dei vigili era stato identificato, per evitare la denuncia raccontò che gli era stato rubato
VIAREGGIO. Condannato a un anno e otto mesi di reclusione dal giudice dell’udienza preliminare con l’accusa di calunnia nei confronti di due vigili urbani della Versilia che non avevano creduto alla sua strampalata versione del furto del suo scooter. Nei guai è finito Pier Paolo Belli, 51 anni, di Pisa, già detenuto per una vicenda legata allo sfruttamento della prostituzione e che, anche durante l'udienza camerale, ha ribadito di essere innocente e vittima delle circostanze.
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L’episodio in questione risale al gennaio 2013 quando due agenti della polizia municipale fermarono uno scooter con a bordo una coppia. Ma mentre la donna, di origine sudamericana, scese dalla motoretta e fornì le sue generalità, il conducente che indossava il casco fuggì con le guardie comunali che riuscirono a prendere il numero di targa dello scooter che risultò con l'assicurazione scaduta. Due giorni dopo Belli, proprietario del mezzo, si presentò in una stazione dei carabinieri della provincia di Pisa per denunciare il furto del motorino che, a suo dire, sarebbe avvenuto due giorni prima e quindi antecedente all'episodio del ciclomotore fuggito al controllo della polizia municipale. Quasi contestualmente la motoretta venne rinvenuta in Pineta a Viareggio. Non c’erano le chiavi d'accensione e il bauletto dove solitamente viene inserito il casco e i documenti del mezzo era forzato.
Belli viene chiamato dalla polizia municipale per la restituzione del mezzo e gli viene contestata l’infrazione commessa due giorni prima. Lui ribatte sdegnato che il motorino gli era stato rubato e sostiene che quella sera era a cena da un amico e che la donna sudamericana, che sostiene essere la sua badante e che quel giorno aveva fornito le sue generalità agli agenti, avrebbe potuto confermarlo. In realtà l'amico non salta fuori e la pseudo badante è una coimputata di Belli nel reato di sfruttamento della prostituzione.
La cosa singolare di questa storia è che Belli avrebbe dovuto avere delle chiavi per aprire il bauletto dove prendere le chiavi d'accensione dello scooter. Chiavi che non sono mai stati trovate. Belli viene condannato dal gup Silvia Mugnaini a 20 mesi, quattro in meno di quelli richiesti dal pm Piero CapizzotoFinge
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