Il Tirreno

Versilia

Cresce il rischio frane a causa dei boschi incolti

di Tiziano Baldi Galleni
Cresce il rischio frane a causa dei boschi incolti

Il Movimento cittadino di Stazzema chiede interventi adeguati per mettere in sicurezza i versanti. «Troppi pericoli sulle strade»

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STAZZEMA. Troppi pericoli sulle strade dell’Alta Versilia, a causa delle frane che incombono perché i boschi sono praticamente abbandonati. A lanciare l’allarme è il Movimento cittadino di Stazzema – che si era schierato anche contro il pirogassificatore di Cardoso – per il quale è indispensabile intervenire subito per mettere in sicurezza i boschi. «I cittadini di Stazzema non possono più essere sottoposti a continui rischi e disagi – spiegano - la maggior parte della viabilità comunale e la rete dell’Enel attraversa quei versanti instabili e pericolosi, la cui vegetazione composta da piante di castagno è in uno stato di abbandono ormai quarantennale e gravita su una viabilità altrettanto disastrata».

Il Movimento si sta impegnando – fa sapere - sollecitando tutti gli enti, a partire dall’amministrazione comunale. Ma è inutile dire che per pulire i boschi – esigenza più che giustificata - c’è bisogno di risorse e Stazzema non è nel migliore dei momenti. Tuttavia è anche vero che si possono intercettare finanziamenti ad hoc.

«Lungo il ciglio delle strade ci sono innumerevoli piante in precario stato di salute che rischiano di cadere, con il pericolo di provocare un’interruzione della viabilità e l’isolamento delle frazioni con gravi conseguenze per i cittadini – prosegue il Movimento - a questo dobbiamo sommare l’impatto negativo che le attività estrattive hanno sul territorio, molte collocate in aree a rischio idrogeologico».

Il Movimento cita due di queste, ormai prese di mira: cava Sampiera a Cardoso, e cava La Ratta a Pomezzana, che rappresenterebbero - a loro dire - un «rischio ulteriore su un territorio già fragile». Ma per il Movimento ci sono anche «i danni che causano tali attività alla viabilità quando vengono trasportati blocchi di pietra del Cardoso con mezzi che hanno portate di centinaia di quintali. Un altro problema sono i residui della lavorazione e i carburanti: in presenza di piogge torrenziali come quella di venerdì scorso i siti di cava vengono completamente lavati e tutti i residui di lavorazione e oli esausti vengono incanalati nei torrenti e arrivano fino al mare. Come se non bastasse la scorsa notte c’è stata interruzione di energia elettrica lasciando al buio i paesi di una intera vallata, forse una linea tranciata da un castagno pericolante. I versanti necessitano di interventi immediati e di uno stop alla attività estrattiva in siti caratterizzati da forte rischio idrogeologico».

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