Il Tirreno

Versilia

Viareggio, insegnante colpita da meningite muore un mese dopo il ricovero

di Claudio Vecoli
Viareggio, insegnante colpita da meningite muore un mese dopo il ricovero

La professoressa Caputo deceduta a causa di complicazioni legate a una vasculite cerebrale. Era in pensione dallo scorso anno scolastico: ha lavorato al Piaggia, al Galilei e al liceo scientifico

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VIAREGGIO. Era stata ricoverata lo scorso 24 ottobre nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Livorno in seguito ad una meningite. Ieri mattina, a poco meno di un mese di distanza, la professoressa Lilia Agata Caputo - 64 anni, originaria di Rimini, ma da tantissimi anni residente a Viareggio dove ha insegnato per più di quarant'anni - non ce l'ha fatta. A stroncarne la resistenza non è stata la meningite in sé, bensì una complicazione tardiva su base immunologica per vasculite cerebrale. Insomma, la vasculite - che è una malattia che provocata da una infiammazione dei vasi sanguigni - è andata a colpire un organismo già fortemente debilitato dai postumi della meningite. Provocandone la morte.

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Il calvario della professoressa Caputo era iniziato lo scorso 24 ottobre quando l'insegnante ha cominciato a lamentare la comparsa di febbre alta associata alla improvvisa comparsa di pus. Sintomi che hanno fatto ipotizzare, fra i possibili scenari, anche quello di una potenziale meningite. E' stata così allertata l'ambulanza della Croce Verde di Viareggio che è andata a prelevare l'insegnante nell'abitazione dove abita in centro a Viareggio e l'ha portata al pronto soccorso dell'ospedale Versilia. Qui, dopo una serie di esami specifici, è stata diagnosticata una meningite pneumococcica, una malattia infettiva delle meningi potenzialmente letale causata da Streptococcus pneumoniae e che - specie per i pazienti adulti - è la seconda forma più comune di meningite dopo quella da meningococco. E che, a differenza proprio della meningite meningococcica, ha la caratteristica di non essere contagiosa (tanto che non è scattata alcuna forma di profilassi nei confronti di coloro che sono stati in contatto con lei). Esami clinici alla mano, al pronto soccorso è stato così deciso di trasferire la paziente nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Livorno, dove la donna è arrivata nel pomeriggio con un quadro clinico molto complesso e qui è stata presa in cura dallo staff del dottor Spartaco Sani. Dopo alcuni giorni in osservazione la situazione è migliorata, tanto da indurre i medici dell'ospedale livornese a sciogliere la prognosi e dichiararla fuori pericolo.

E invece il miglioramento delle condizioni si è rivelato illusorio. Perché quando si è cominciato a parlare delle sue possibili dimissioni - o quantomeno di un trasferimento dal reparto di malattie infettive - sono sopraggiunte le complicazioni. Che hanno portato lunedì mattina al drammatico epilogo.

La notizia della morte di Lilia Agata Caputo si è rapidamente diffusa a Viareggio, dove l'insegnante era molto conosciuta. Sessantaquattro anni, originaria di Rimini ma con formazione bolognese, ha dedicato la sua vita alla famiglia e alla formazione dei giovani. Dapprima direttrice di biblioteca all'Università di Bologna e di Pisa, si è successivamente trasferita in Versilia dove è stata professoressa di lettere prima alle scuole medie e poi in alcuni istituti tecnici viareggini (l'Itc Carlo Piaggia e l'Itis Galileo Galilei) prima di trasferirsi al liceo scientifico Barsanti e Matteucci dove, proprio lo scorso anno, ha chiuso la propria carriera d'insegnamento dopo 42 anni trascorsi a scuola.

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Sposata con Paolo Giorgini, anch'egli docente con una lunga esperienza nel campo dell'insegnamento, la professoressa Caputo lascia due figli: Ilaria, brillante ingegnere dapprima alla Piaggio e ora alla Ferrari, e Giulio, arruolatosi in polizia. Proprio Ilaria, lo scorso anno, era diventata mamma della piccola Iris, orgoglio dell'ultimo anno di vita di nonna Lilia.

Al di fuori dell'attività scolastica, la professoressa Caputo si era integrata a Viareggio dedicando parte del proprio tempo libero anche all'attività di volontariato impegnandosi all'interno dell'Associazione volontari ospedalieri (Avo) e del Centro di ascolto alla vita (Cav).

Questo pomeriggio a partire dalle 15 sarà allestita la camera ardente presso la sede della Croce Rossa Italiana in via Machiavelli, associazione della quale fa parte il marito in qualità di ufficiale.

I funerali invece, curati dall'impresa funebre Il Diamante di Viareggio, si terranno mercoledì 23 alle 15,30 nella chiesa di Sant'Antonio a Viareggio.

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