Il Tirreno

Versilia

Le aziende agricole si organizzano per fare le ronde

di Cesare Bonifazi
Le aziende agricole si organizzano per fare le ronde

I titolari di Viareggio e Massarosa esasperati dai continui raid. Rubano qualunque cosa: la situazione è fuori controllo

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MASSAROSA. Imprese agricole sul piede di guerra: conto i furti a raffica degli ultimi mesi partiranno le ronde. A turno, i titolari delle aziende faranno la guardia ai capannoni per evitare che i ladri entrino e portino via tutto.Dal 28 aprile la signora Gabriella Ciardella, titolare dell’azienda agricola Sassaia, ha ricevuto la visita dei ladri ben 74 volte: le hanno portato via anche le scatolette del cibo per i cani, il cambio dei pantaloni da lavoro, le merendine, qualsiasi cosa fosse intascabile.

«Sono tutti furtarelli - racconta Gabriella - ma ogni volta dobbiamo spendere almeno 200 euro per i danni che si lasciano dietro quando entrano e dobbiamo comprare nuovamente tutto: dall’inizio dell’anno avrò speso decine di migliaia di euro».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14447533:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/11/22/news/furti-negli-appartamenti-i-controlli-si-fanno-anche-sul-web-1.14447533]]Ormai i titolari delle aziende non fanno neanche più denunce: tanto i ladri tornano e non si vede soluzione. A nulla servono le telecamere di sicurezza: si portano via pure quelle. La soluzione? Fare le ronde: dormire in azienda per vigilare sui capannoni. Dalla prossima settimana inizieranno i primi turni; hanno già chiesto un incontro alla prefetta di Lucca e “si faranno giustizia per conto proprio”.

«Non vogliamo fare niente di male - racconta Doriano Pardini dell’azienda Pollice Verde che si trova in via della Sassaia - ma non ci sentiamo al sicuro: vengono a rubare con i piedi di porco; un giorno potremmo ritrovarceli davanti e chi ci assicura che non cominceranno a usarli contro di noi?»

Questi piccoli imprenditori non ce l’hanno con le forze dell’ordine, tutt’altro: «Municipale e carabinieri sono sempre molto disponibili e sono anche venuti a pattugliare una notte. Ma non basta. Inutile installare gli allarmi: quando scattano i ladri proseguono indisturbati il loro lavoro, ormai conoscono i tempi d’intervento e se la prendono comoda: si chiudono anche la porta dietro quando se ne vanno», dice Pardini.

Una situazione, quella al Brentino e a Viareggio, ormai senza più un controllo: «Se non ci pensa lo Stato, dobbiamo risolvere per conto nostro - dice Cristiano Genovali, presidente Coldiretti di Lucca - le ronde ci servono per pattugliare la notte le nostre aziende e difenderle dai continui e snervanti raid dei ladri. La situazione è diventata insostenibile. Rubano tutto: dai vestiti agli ortaggi, dagli utensili a ogni oggetto che può avere un qualche valore».

La sua azienda è una delle decine di attività che è stata derubata per l’ennesima volta. Già lo scorso marzo, Coldiretti, aveva manifestato la sua preoccupazione per i tanti furti subiti dalle imprese agricole in quella particolare zona che confina con l’imbocco del casello autostradale di Viareggio. Nel frattempo il fronte si è allargato anche alla zona agricola tra Viareggio a Torre del Lago. Anche qui i ladri si fanno vedere e sentire con sempre più insistenza. C’è anche chi è costretto a svuotare l’azienda alla chiusura: «Quando è sera carichiamo quanto più possibile dentro alla macchina e lo portiamo a casa - racconta Giancarlo Vecoli, dell’omonima azienda di floricultura - Rubano tutto: anche la frutta e la verdura. Ci sentiamo sotto attacco perenne. È un continuo rovistare nelle serre e nei magazzini. L’ultimo furto in zona risale a stanotte: hanno svaligiato il mio vicino».

Oltre alle ronde ci sarà anche l’incontro a Lucca con la prefetta: «Raccoglieremo firme e chiederemo delle telecamere pubbliche, più illuminazione e un impegno concreto perché venga messa la parola fine a questo martirio», dice Genovali.

Il furto nelle aziende agricole e nelle cantine è un fenomeno in costante crescita. In Italia, solo nel 2015, sono avvenuti 2.570 furti di attrezzature e trattori ed anche 490 casi di furti di bestiame. Bande e gruppi di ladri, anche organizzati, vanno alla ricerca di mezzi agricoli, persino di olio, bestiame ed utensili da lavoro facilmente rivendibili sul mercato nero. Poi ci sono tutti i piccoli furti di prodotti agricoli.

«Siamo delusi, arrabbiati e stanchi di dover andare a dormire con un occhio aperto tutte le notti - conclude Genovali - Viviamo costantemente con il pensiero di ritrovarsi all’indomani con l'azienda sotto sopra perché qualcuno si è sentito in diritto di andare a fare shopping a spese nostre».

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