Sicurezza
Donzelli (FdI): le schede dove sono?
L’onorevole Mariani e la sinistra democratica al fianco del sindaco Del Ghingaro
VIAREGGIO. «La sentenza del Consiglio di Stato che annulla le elezioni a Viareggio non fa chiarezza su quella che è la vera anomalia: che fine hanno fatto le 675 schede sparite, che potrebbero aver cambiato l'esito del voto?». Domanda che rimane senza risposta quella formulata dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Giovanni Donzelli. Che aggiunge: «Fin dall'inizio abbiamo denunciato la vergogna delle schede elettorali sparite e non sarà certo questa sentenza a convincerci che sia giusto che Viareggio sia amministrata da un sindaco eletto senza alcuna trasparenza. Vogliamo sapere chi ha fatto sparire quelle schede e perché. Finché non ci verrà detto chi le ha fatte sparire e per quale motivo non potremo accettare Giorgio Del Ghingaro come sindaco».
Di diverso avviso è Fabrizio Manfredi, ex assessore ed ex presidente del Parco, esponente di quella parte di Pd viareggino per la quale l’accordo con Del Ghingaro dovrebbe già essere cosa fatta. Manfredi non è nuovo a giudizi pesanti sul sistema giudiziario e la sua dichiarazione lo conferma: «Con la sentenza del Consiglio di Stato viene sgombrata dal campo una sentenza del Tar che come Sinistra del Pd di Viareggio definimmo abnorme ed irresponsabile».
Ancora dal Pd il commento dell’onorevole Raffella Mariani: «Con il suo sindaco a Viareggio viene restituita la guida che la città si era democraticamente scelta. Con Del Ghingaro la città potrà riallacciare il filo del percorso virtuoso grazie al quale si erano mossi primi importanti passi per uscire dalla difficile situazione determinata dal dissesto e dai successivi commissariamenti». (d.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
