Il dolore
Tributi, rischio caos per la vertenza in I Care
Oggi pomeriggio ennesimo incontro in Municipio ma è già stato di agitazione Curatore della Patrimonio in Prefettura per gli ex dipendenti del settore caldaie
VIAREGGIO. Giornata decisiva quella di oggi per il futuro della società partecipata “I Care” e per quello dei quattro ex dipendenti della Viareggio Patrimonio che erano addetti al settore caldaie. Per loro, attualmente a casa in disoccupazione (la stessa sorte dei sette ex lavoratori del Centro Congressi, licenziati un anno fa ed ancora senza lavoro), il futuro sembra farsi più incerto.
Le caldaie. Oggi in Prefettura è convocato l’incontro con il curatore della società pubblica fallita, Donato Bellomo. I quattro avrebbero dovuto passare - così il progetto dell’ex amministrazione di Giorgio Del Ghingaro - alla Sevas, società partecipata dalla Provincia di Lucca e da alcuni Comuni. Da uno di questi Viareggio avrebbe acquistato uno quota simbolica per giustificare il passaggio l’affidamento del servizio alla Sevas, con contestuale passaggio dei quattro lavoratori ex Patrimonio.
Oggi, però, la Provincia - nel consiglio del 21 ottobre scorso - ha ceduto il ramo dei controlli delle caldaie Sevas alla Regione, decidendo di dismettere le proprie quote dal resto della società. Oggi, dunque, tutto è bloccato. E non sarà l’incontro in Prefettura oggi a modificare lo scenario, visto che il curatore non ha davvero più voce in capitolo, non essendo più la Patrimonio neppure in esercizio provvisorio.
I Care. Non c’è pace neppure per la nuova società di riscossione tributi. Il sindacato ha inviato il 18 novembre la comunicazione relativa alle procedure di raffreddamento e di sciopero in arrivo. Questa mattina anche per I Care il luogo del confronto avrebbe dovuto essere, dunque, la Prefettura. Ma per la stessa data il presidente di I Care, Moreno Pagnini, ha convocato invece un incontro in Municipio.
I Care, alla luce del ritorno al lavoro del consulente di Anci Innovazione, Cesare Cava sta predisponendo un nuovo progetto per il settore dei tributi. Ma i dipendenti chiedono risposte subito: in merito ai passaggi di livello, ad una flessibilità di orario, alla validità dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in deroga a quanto prescrive la nuova legislazione italiana (Job Acts) per i nuovi assunti. Temi che sono al centro del confronto da mesi e che, al momento, non hanno avuto le risposte attese.
Lo stato di agitazione è imminente. Con tutte le sue conseguenze. Perché dicembre è il mese della consueta pioggia di cartelle esattoriali per evitare la prescrizione. Ed il rischio è che la società del presidente Pagnini si trovi nel caos proprio a ridosso di questo appuntamento cruciale per il Comune di Viareggio.
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