Gioco
La divina Federica incorona Massarosa capitale del nuoto
La Pellegrini stella indiscussa del meeting Mussi-Lombardi-Femiano. E un fan le regala un perizoma: «È la prima volta che ricevo un dono del genere»
MASSAROSA. «Non mi era mai capitato che un fan mi regalasse un perizoma: è successo anche questo». Tutto poteva aspettarsi Federica Pellegrini, fuorché un simile cadeau, di certo non donato da uno dei tantissimi bambini che l'hanno attesa con trepidazione per uno scatto o un autografo. Questione di istanti da custodire per sempre. Lei, sul ciglio della porta, ha apposto firme e si è fatta immortalare. Operazione prolungata, compiuta con l'animo disteso di chi ha messo la propria griffe anche sui 100 stile, epilogo di un "Mussi-Lombardi-Femiano" di altissimo profilo, valutazione consolidata dai successi nei 200 stile e 200 dorso di venerdì. La campionessa veneta si è sentita ancora una volta a casa, in Versilia.
A Viareggio, nell'hotel della passeggiata che l'ha ospitata e a Massarosa, nella piscina in cui ha disputato la prima gara ufficiale post quarto posto nella finale dei 200 stile alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, avvolta dall'affetto di un pubblico che stravede per lei e pochi altri. «E' sempre bello tornare a gareggiare, grazie Massarosa», la frase a corredo di uno scatto pubblicato ieri su Instagram che la ritraeva in acqua, il suo habitat naturale.
Le dolci parole per la Versilia Federica non le ha mai lesinate. Nelle interviste, come sui social. C'è della spontaneità in quel che dice e scrive. Niente di costruito o che si avvicini all'obbligo di partecipare ad un appuntamento che rappresenta un "must" nella stagione della vasca corta, ultimo feedback disponibile prima di un Europeo o, come nel caso del 2016, un Mondiale. «Ci sono meeting che nascono e dopo pochi anni cessano di esistere, se il "Mussi-Lombardi-Femiano" è giunto alla quarantesima edizione il merito è di una persona come Giovan Battista Crisci».
Un altro messaggio d'amore, l'ennesimo, per una manifestazione a cui ha preso parte sin da ragazzina, anche quando lo stato di forma non era ottimale. E poi c'è l'amicizia con Diletta Carli, consolidata col passare delle stagioni. La "divina Fede" non è rimasta indifferente di fronte ai problemi di salute di Diletta, augurandole pubblicamente non solo di guarire, ma anche di tornare, magari più forte di prima. Un rapporto con la Versilia condiviso anche in periodi complicati, non tanto per lei, quanto per la "casa madre" del meeting, la piscina di Viareggio. Aveva confessato il suo dispiacere su twitter, una volta appresa la notizia. In estate ha allontanato qualsiasi pensiero che contemplasse il ritiro.
Una carriera che proseguirà sino alle prossime Olimpiadi, quelle di Tokyo, nel 2020. Le probabilità di rivederla da queste parti, ogni novembre, per il quadriennio appena cominciato, schizzano di conseguenza verso l'alto. Lo spera Crisci e con lui tutti i fan di Federica.
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Sentimenti condivisi ed espressi da un altro campione, nonché il suo fidanzato, quel Filippo Magnini che nella mattinata di ieri si è imposto nei 200 stile, iniezione di fiducia non di poco conto in ottica futura. «Questa è una tappa fissa, vengo sempre volentieri in Versilia», ha ammesso il nuotatore, che a 35 anni si è guadagnato il pass per i Mondiali in vasca corta di dicembre a Windsor, in Canada. «Non ci siamo mai limitati alla sola presenza, ogni volta siamo scesi in vasca per dare il massimo, onorando la manifestazione. I tifosi ci considerano dei beniamini», sottolinea Magnini inglobando nella considerazione Federica. «Negli anni scorsi abbiamo sempre partecipato, anche quando potevamo avere altri impegni o magari non essendo al top della condizione». Crisci era accanto a lui. E ascoltando quelle frasi, dentro di sé ha maturato la convinzione di aver raccolto quanto seminato in passato. Filippo e Federica lasciano la Versilia con una valigia carica di segnali incoraggianti e di piacevoli ricordi da aggiungere ad una collezione straricca.
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