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Bindocci sospeso: acque agitate nella Cgil

LUCCA. Tornano agitate le acque in Cgil. Il caso scoppia dopo la sospensione irrogata a Massimiliano Bindocci dal suo incarico di sindacalista all’interno della Cgil. Già funzionario Filcams, ne è...

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LUCCA. Tornano agitate le acque in Cgil. Il caso scoppia dopo la sospensione irrogata a Massimiliano Bindocci dal suo incarico di sindacalista all’interno della Cgil. Già funzionario Filcams, ne è stato segretario provinciale; è stato reggente della Camera del Lavoro di Viareggio salvo poi essere sollevato dall’incarico. Poi rientrato come funzionario in Filcams. L’attuale provvedimento a suo carico farebbe seguito a episodi accaduti ancora durante la gestione provinciale del sindacato di Franco Chiriaco, all’epoca affiancato da Enrico Profetti (entrambi rimossi e sostituiti dal segretario generale Rossano Rossi): è stato comunicato al comitato direttivo della Filcams Cgil dalla segretaria provinciale Valentina Gullà in una lettera del 4 novembre 2016.

«Le modalità di attuazione della sanzione disciplinare sono state oggetto di diverse valutazioni e di un confronto con Cgil Toscana e Filcams nazionale nonché con gli organi di garanzia - scrive la segretaria nella lettera -. Al termine di questi confronti sono state fornite indicazioni sulle modalità di attuazione della sospensione, ossia la revoca del distacco in base alla legge 300/70». In attuazione del provvedimento, Bindocci è dovuto tornare a lavorare in azienda.

Nel clima di tensione portato dal provvedimento a carico di Bindocci è arrivata anche la mozione di sfiducia votata verso la stessa Gullà da 38 rappresentanti sindacali su 45 presenti, alcuni giorni fa, a una riunione a Lucca alla quale lei era attesa ma a cui non risulta essersi presentata.

Sulla vicenda Gullà preferisce non esprimere considerazioni. Bindocci da parte sua dichiara che «sulla contestazione non dico nulla. La sanzione disciplinare interna comunque si esaurirà fra pochi giorni». Interpellato, il segretario provinciale Cgil Rossi afferma che «la Cgil è una grande organizzazione. Può capitare che un compagno commetta qualche errore. In questi casi si fa un’indagine interna a cui può seguire un provvedimento. È una cosa che dispiace, ma non si tratta di niente di eccezionale». (b.a.)

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