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Versilia

Trascinato dal treno, non verrà risarcito

Trascinato dal treno, non verrà risarcito

L'assicurazione di Ferrovie è disposta a rimborsare solo le spese mediche, neanche un euro per lo zaino con l’attrezzatura fotografica rimasto nella porta

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VIAREGGIO. Se non fosse stato per quel post su Facebook condiviso da centinaia di persone, l’assicurazione delle Ferrovie gli avrebbe negato anche il rimborso sulle spese mediche sostenute. Tramite quell’appello digitale Riccardo Bonuccelli, fotografo lucchese di 39 anni, è riuscito a rintracciare oltre venti testimoni che hanno visto quando la porta del treno si è chiusa incastrando il suo zaino e lui, tentando di liberarlo dalla morsa, è stato trascinato via dal treno. Nell’incidente ha perso tutto il contenuto della borsa: circa seimila euro di attrezzatura professionale.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12839356:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/01/25/news/lo-zaino-resta-agganciato-al-treno-ferito-un-giovane-1.12839356]]L’episodio è avvenuto il 24 gennaio: Riccardo stava tornando da un workshop a Genova sull’Intercity 673 – il Milano-Livorno delle 16.05, quando è arrivato alla stazione di Viareggio ha preso la borsa dove teneva dentro la sua preziosa macchina fotografica e tutti gli obiettivi ed è sceso.

La porta automatica si è chiusa e ha preso in mezzo il laccio della borsa. Riccardo ha provato a tirarla via ma il treno è partito e lo ha trascinato finché lui non ha mollato la presa. Quel treno si è portato via tutto: il suo zaino era a penzoloni dalla porta.

«C’era dentro il mio lavoro e la mia attrezzatura - racconta - ero sconvolto: ho cercato il capostazione o la Polfer per chiedere aiuto. L’unica persona che mi ha potuto dare udienza era un’addetta alla biglietteria che ha provato a chiamare il capotreno ma senza alcun risultato».

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Nella concitazione del momento e preoccupato per l’attrezzatura, Riccardo non ha pensato immediatamente alla sua salute: era caduto faccia in avanti. Il giorno dopo è andato in ospedale a Lucca dove ha scoperto di essersi rotto un piccolo osso all’interno del ginocchio. Un male guarito ma che è costato tempo e tanta fisioterapia.

Dello zaino con l’attrezzatura ha avuto notizie solo tempo dopo quando un ferroviere lo ha ritrovato nei pressi di Viareggio Scalo e ha fatto denuncia.

«Ovviamente all’interno non c’era più niente - dice Riccardo - non so se la macchina sia andata distrutta oppure l’abbiano rubata. Tutto quello che ho riavuto è un relitto della mia borsa».

Adesso Riccardo deve combattere contro l’assicurazione delle Ferrovie che gli nega il rimborso di questo incidente: «Sono disposti soltanto adesso a concedermi il denaro come risarcimento per le spese mediche che ho sostenuto - racconta - ma è stato difficile: soltanto quando sono riuscito a rintracciare tramite Facebook i testimoni, hanno deciso di cedere su questo punto».

Solo dopo l’estate avviene il primo contatto telefonico tra l’assicurazione di Trenitalia e l’avvocato di Riccardo: le trattative arrivano a poche centinaia di euro. Neanche un euro in più per la borsa sparita piena e ritrovata vuota.

Deve dimostrare un bel po’ di cose: «Non vogliono darmi altro - racconta - come se mi fossi inventato tutto: dicono che dovrei dimostrare di aver avuto con me quel materiale in borsa. Dovrei avere dei testimoni oculari che hanno visto esattamente cosa c’era dentro al mio zaino. Secondo la loro idea io dovrei trovare qualcuno sul treno che conoscesse esattamente il suo contenuto e non vale il fatto che io mostri le foto del workshop che si è tenuto il giorno stesso. La borsa è stata ritrovata aperta, questa è la loro forza. Io però mi sento anche un po’ offeso perché sembra che mi dicano che mi sono inventato tutto. Al momento tutto quello che ho sono le ricevute di quando comprai tutto, la testimonianza dei miei studenti che quel giorno mi hanno visto scattare ma non riuscirò a recuperare quello che loro mi chiedono».

Cesare Bonifazi

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