Il Tirreno

Versilia

LETTERA da grosseto AL SERAPOZZI

«Mai dette quelle parole su S.Anna»

«Mai dette quelle parole su S.Anna»

Il presidente del Roselle chiede scusa ma nega le frasi sull’eccidio

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SERAVEZZA. Dopo essere finito nella bufera, con il sindaco di Stazzema Maurizio Verona che ne ha chiesto la radiazione dalla Figc, il presidente della squadra grossetana del Roselle, Simone Ceri, torna a chiedere scusa a Seravezza per le frasi gridate dagli spalti domenica scorsa in occasione della partita Roselle-Serapozzi del campionato di Eccellenza e soprattutto torna a negare di avere mai pronunciato le parole più gravi che gli sono state attribuite, ovvero quelle relative all’eccidio di Sant’Anna. Le scuse e le precisazioni sono contenute nella lettera aperta che Ceri ieri ha inviato ai dirigenti del SeraPozzi.

«Effettivamente - vi si legge - come ho già avuto modo di chiarire al Tirreno, in un momento di trance agonistica ho pronunciato la frase “distruggeremo Seravezza” in vista della partita di ritorno. Non sto qui a dirvi che quell’infelice esternazione era naturalmente da intendere esclusivamente limitata al contesto sportivo e non di certo riferibile alla intenzione di compiere devastazioni nel paese, come invece è stata recepita. In ogni caso ribadisco di aver sbagliato, di essere stato inopportuno e fuori luogo: perciò sono a chiedere le vostre scuse e quelle dell’intera comunità di Seravezza. Quanto invece alle altre frasi attribuite, devo fermamente negare di averle mai pronunciate. In particolare non mi sono mai riferito né mi sognerei mai di farlo agli abitanti di Seravezza sostenendo che avrebbero dovuto subire la stessa sorte di quelli di Sant’Anna di Stazzema. Condivido a tal proposito i comuni sentimenti di disprezzo e compassione per quei tragici eventi, augurandomi che non si debbano mai più ripetere. Per questo sono con voi a stigmatizzare quelle frasi che i vostri dirigenti vi hanno riportato: tuttavia, non avendole neppure io percepite direttamente, non sono, allo stato, in grado di individuare chi effettivamente le abbia pronunciate. Vi chiedo pertanto di collocare temporalmente il momento in cui i vostri dirigenti le hanno udite in modo da potermi agevolare nell’indagine e accertare le responsabilità».

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