Gioco
Il Belvedere di Viareggio, la promessa del commissario prefettizio
Stelo: «Se resterò io alla guida del Comune valuterò come intervenire»
VIAREGGIO. Non è un mistero. Il destino di piazza Mazzini e del bistrattato Belvedere delle Maschere è appeso, come molte altre questioni aperte, alle sorti amministrative della città.
Quelle più propriamente finanziarie, che derivano dallo stato di dissesto dichiarato ormai due anni fa, il cui peso incide sulla possibilità di investire anche cifre relativamente basse per migliorare il decoro di uno dei luoghi simbolo di Viareggio. Ma anche quelle politiche sulle quali è chiamato ad esprimersi il Consiglio di Stato: tornerà il sindaco eletto nel giugno 2015, Giorgio Del Ghingaro, oppure si tornerà a votare? E dove: in una o due sezioni o in tutta la città?
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Una città senza una guida amministrativa e politica certa difficilmente può pianificare il proprio futuro anche se si tratta “solamente” di mettere insieme qualche decina di migliaia di euro per rifare la pavimentazione sconnessa e i giardini abbandonati di piazza Mazzini.
Ecco perché, dopo aver raccolto molti e autorevoli pareri sulle condizioni del Belvedere, non stupisce che il commissario prefettizio attualmente alla guida di Viareggio, Fabrizio Stelo, interpellato dal Tirreno sulla vicenda di piazza Mazzini prenda tempo. «Ci sono stato molte volte, lì come altrove» afferma Stelo riferendosi al Belvedere. La domanda che gli rivolgiamo è semplice: possibile che il Comune, pur nelle ristrettezze finanziarie dovute al dissesto, non possa trovare i soldi per la piazza nel bilancio del prossimo anno o, magari, utilizzare quelli della tassa di soggiorno? «In entrambe le ipotesi - spiega Stelo - parliamo di scelte che dipendono anche da quello che deciderà il Consiglio di Stato. Piazza Mazzini è un luogo dove indubbiamente sarebbe necessario fare qualche cosa. Non è l’unico, ce ne sono anche altri. Ed è doveroso chiederci se, avendo a disposizione delle risorse, sia meglio spenderle tutte lì o anche altrove, se è meglio rifare gli asfalti o intervenire sul verde: i bisogni della città sono tanti».
La decisione, poi, oltre a seguire una logica di priorità rientrerebbe in una sfera più propriamente politica.
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«Se dovessi rimanere io - aggiunge Stelo in relazione al possibile esito del ricorso in discussione al Consiglio di Stato - potrei ragionarci più concretamente e valutare come meglio investire le risorse, pur poche, a disposizione. Prima di tutto occorre vedere quanto c’è in cassa e poi ragionare di come spendere quei pochi soldi. Ma è indubbio che la situazione in cui ci troviamo non aiuta: come tutti i viareggini vorremmo sapere da chi viene governata questa città».
Dall’udienza del Consiglio di Stato che doveva definire il futuro amministrativo di Viareggio ormai è passato un mese. I tempi inizialmente ipotizzati per riuscire ad avere una decisione della giustizia amministrativa si sono dilatati senza che sia possibile fare altri che aspettare. Un’attesa che accomuna tutto e tutti.
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