Il dolore
Due anni per una visita alla tiroide
Il caso denunciato da un paziente versiliese. L’Asl conferma il problema: «Colpa di una convenzione non rinnovata»
VIAREGGIO. Da sette mesi prova a ottenere un appuntamento per una visita di controllo dalla tiroide. Ma alla signora, una paziente versiliese malata cronica, viene risposto - per sette mesi - che l’appuntamento all’ospedale Versilia non glielo possono dare. Poi, nei giorni scorsi, finalmente qualcosa si sblocca e l’operatore del Cup (il centro unico per le prenotazioni di visite specialistiche ed esami diagnostici dell’Asl) fissa la visita: dicembre 2018. All’inizio la signora pensa di aver capito male. Ma l’operatore conferma: dicembre 2018. Tra due anni e poco più. Possibile?
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Il caso. La domanda della paziente, di cui non forniamo il nome per motivi di privacy, l’abbiamo “girata” all’azienda sanitaria della Toscana Nord (che ha inglobato l’Asl Versilia). E la risposta, un po’, ci sconcerta: sì, per le visite enodocrinologiche l’attesa è di due anni. Colpa del mancato rinnovo delle convenzioni con i medici che, per conto dell’azienda sanitaria, fornivano questo tipo di prestazione. Poco importa se la paziente del caso segnalato al Tirreno, ma in generale tutti gli utenti che hanno bisogno di una visita endocrinologica, sia una malata cronica che deve effettuare controlli periodici almeno una volta l’anno. La convenzione non c’è. Bisogna rimediare? Certamente: l’Asl - come conferma l’azienda tramite il proprio ufficio stampa - «è consapevole del problema e ci sta lavorando».
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La soluzione. In particolare la direttrice generale, Maria Teresa De Lauretis, si è spesa in prima persona per risolvere il caso delle liste d’attesa chiuse o comunque lunghissime che sembra riguardare più l’ospedale Versilia che altri nosocomi dell’area vasta della Toscana Nord. E il prossimo passo «sarà la sperimentazione - fanno sapere ancora dall’azienda - di un sistema analogo all’Open Access già attivo in altre strutture dell’Asl». Come ad esempio a Pisa: in pratica l’azienda sanitaria adotta un diverso modello organizzativo mettendo in rete ospedale e ambulatori convenzionati per assicurare, almeno sulle prestazioni mediche specialistiche e gli esami più richiesti, risposte in tre giorni. Per la Versilia, dove per esempio per una mammografia i tempi di attesa sono superiori a 12 mesi (fino a pochi giorni fa l’esame non era prenotabile), si tratterebbe di una rivoluzione. Che però richiede tempo: «occorre studiare e dimensionare con precisione - spiega ancora l’azienda sanitaria - la domanda delle prestazioni per le quali può essere attivato questo modello organizzativo». Quindi pazienza, ancora per un po’.
Liste ancora chiuse? Quel che è certo, ribadisce l’azienda sanitaria, è che le liste d’attesa che erano state chiuse poche settimane fa sono di nuovo tutte operative: visite ed esami sono comunque tutti prenotabili. Eppure continuano a verificarsi anomabile. Come nel caso di un utente di Pietrasanta che ormai da due mesi - l’impegnativa del medico è del 15 settembre - tenta di prenotare una visita specialistica per la moglie. «Mi hanno detto che le agende sono chiuse, me lo ripetono da due mesi anche se l’azienda sanitaria sul giornale dice che non è così». Azienda che, peraltro, a domanda specifica conferma: nessuna lista chiusa. Un giallo? Evidentemente no: si tratta forse di insistere, tempo (e salute) degli utenti permettendo. Tendo conto che alcuni dei disservizi che si sono creati negli ultimi giorni dipendono (anche) da un problema tecnico al sistema informatico delle prenotazioni degli appuntamenti non ancora del tutto risolto.
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