Il Tirreno

Versilia

Così viene meno la fiducia nel pubblico

di VALENTINA LANDUCCI

Il commento all'ennesimo caso di una visita per la quale l'attesa prevista in ospedale sembra davvero senza fine

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VIAREGGIO. Le liste d’attesa riaprono ma i disagi per l'utenza del servizio sanitario in Versilia restano. Perché alla fin fine non c'è molta differenza, per chi chiama il Cup per ottenere un appuntamento per una visita specialistica o un esame diagnostico, nel sentirsi rispondere: «signora richiami, le liste sono chiuse», oppure: «signora l'appuntamento glielo diamo tra due anni».

Il disservizio rimane e, nonostante gli sforzi che pure vengono fatti dall'azienda sanitaria per ovviare al problema delle lunghissime attese, la rabbia degli utenti è comprensibile.

Dovrebbe far riflettere, poi, il fatto che un cittadino che si è rivolto al Tirreno per lamentare l'impossibilità di prenotare una visita per la moglie (ci prova da due mesi) ci abbia detto: «Ma lei lo sa perché non mi danno l'appuntamento? Se non lo sa, glielo dico io: resterà tutto così fino al referendum, vogliono far vedere che la sanità regionale non funziona per farci votare “sì”, così la delega sulla sanità tornerà al Governo». No, caro signore, non è questo il motivo dei disagi, che purtroppo vengono da lontano e che hanno motivazioni, perlopiù ma non solo, economiche. Ma il fatto che ci siano persone che la pensano così dà la misura della mancanza di fiducia del cittadino “normale” nei confronti di chi lo amministra. E forse proprio su questo bisognerebbe lavorare rispondendo, al più presto, con servizi che siano qualitativamente adeguati e forniti in tempi quantomeno ragionevoli.

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