La protesta
Braccio di ferro sulla cava «Non inquiniamo la falda»
Parla l’azienda che estrae la pregiata pietra di Cardoso a Pomezzana «Negli studi dell’Università la prova che non c’è interferenza con la sorgente»
STAZZEMA. Una cosa è certa, la Marmoardesia e Affini Srl, della famiglia Menchetti, da mesi non scava più Pietra di Cardoso da cava La Ratta, a Pomezzana. L’attività di escavazione è stata sospesa dal sindaco di Stazzema, Maurizio Verona. Quello che per alcuni ancora non è chiaro è se la cava - a pieno regime - rischia di inquinare una falda acquifera sottostante.
Questa volta, a prendere parola è la stessa Società dei Menchetti, che si difende sostenendo che non c’è «nessuna interferenza tra la cava La Ratta di Pomezzana e la sorgente Canal Verde». Una difesa supportata da studi e controlli. Intanto il Parco delle Apuane ha ripreso in mano documenti e perizie di esperti (riaprendo la conferenza dei servizi) per fare un ulteriore valutazione. Anche se, è bene ricordarlo, la Marmoardesia e Affini Srl era stata già autorizzata da Parco e Comune. Ma quando l’attività di cava è incominciata sul serio i paesani di Pomezzana sono insorti.
«La Marmoardesia e Affini Srl, proprietaria dell’area estrattiva “La Ratta” - si legge in una nota dell’azienda - tiene a precisare che la società aveva commissionato uno studio all’Università di Siena per verificare la tipologia della sorgente “Canal Verde” (alimentazione idrica profonda o superficiale) e l’eventuale connessione idraulica tra l’attività estrattiva della cava “La Ratta” e la sorgente “Canal Verde”».
«La stessa – prosegue - ha concluso nello studio che non vi è nessuna connessione o interferenza tra l’area coltivata nella cava “La Ratta” e la sorgente “Canal Verde” e che detta sorgente ha un’alimentazione idrica superficiale non profonda. La stessa conclusione l’aveva ipotizzata nella relazione tecnica del maggio 2016 e consegnata al Parco Alpi Apuane il geologo della marmo ardesia e Affini srl e ne aveva richiesto appunto conferma con l’effettuazione di prove alla stessa Università di Siena».
Tutto infatti si gioca su questa questione. Un “tutto” che non è per niente poco visto che in ballo ci sono da una parte gli interessi economici della società e i posti di lavoro, e dall’altro la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
La decisione spetterà ancora una volta al Parco, insieme ad Arpat e Asl. Ma sarà prettamente una questione interpretativa a fare la differenza. A sostenere la tesi dell’azienda di Menchetti «le analisi chimiche delle acque dell’acquedotto di Pomezzana eseguite dalla Asl - prosegue l’azienda -dalle quali risulta che, anche nel periodo di attività della cava (2004 - marzo 2013) non si sono registrate anomalie o presenze di sostanze inquinanti, come gli idrocarburi che sono le uniche sostanze che potrebbero essere disperse dai mezzi utilizzati in cava per sversamenti accidentali». I valori sono rimasti invariati, ha fatto sapere la società, anche nel 2014 e 2015.
Tiziano Baldi Galleni
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