Lutto
Pedaggio più caro già da dicembre sulle autostrade Salt
Gli aumenti scatteranno appena il ministero dei trasporti darà il via libera al piano economico della società
VIAREGGIO. Babbo Natale, per le casse della società autostradale Salt, quest’anno passerà prima. Gli aumenti del pedaggi richiesta dall’azienda da oltre due anni e congelati dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono in arrivo per i primi di dicembre. Rincari che Salt, presieduta dal versiliese Fabrizio Larini, ancora non quantifica ma che arriveranno di sicuro: in proposito c’è niente meno che una sentenza del Tar del Lazio.
Ma - carte bollate a parte - è chiaro che il Babbo Natale in questione non è di quelli benevoli nei confronti degli automobilisti che quotidianamente usufruiscono delle tratte autostradali in gestione alla Salt: la A11 bretella Lucca-Viareggio (una delle più care d’Italia), la A12 da Livorno a Sestri Levante e la A15 da Fòrnola alla Spezia.
Gli aumenti. Al momento non è dato di sapere quanto aumenteranno i pedaggi sulle tratte gestite da Salt. Il piano presentato, ormai più di un anno e mezzo fa, da Salt prevedeva rincari complessivi del 21% nel quadriennio 2015-2019. Le percentuali di aumento, collegate al piano economico della società, verranno però «definite con l’approvazione del piano stesso da parte del ministero delle infrastrutture e dei trasporti» fa sapere la società tramite il proprio ufficio stampa. Quello stesso ministero condannato dal Tar ad approvare il piano entro 30 giorni dalla sentenza (che è del 19 ottobre ma è stata pubblicata i primi di novembre). «Quello che sappiamo - conferma l’ufficio stampa dell’azienda - è che gli aumenti scatteranno contestualmente all’approvazione del piano». Dunque, al massimo, entro la prima settimana di dicembre. E poichè i costi del pedaggio sono fermi, per il mancato pronunciamento del ministero sul piano di Salt, da due anni l’ipotesi è che il rincaro si trasformi in un “doppio salasso” per l’utenza.
La vicenda giudiziaria. Per comprendere come sia stato possibile arrivare a questo punto bisogna fare un passo indietro. Al giugno 2014 quando Salt presenta al ministero il proprio piano finanziario che prevede rincari fino al 21% per il successivo quadriennio di concessione dei tratti autostradali. In quel contesto, però, viene prospettata una soluzione alternativa che, favorendo una semplificazione e un prolungamento (per Salt dal 2019 al 2043) delle concessioni in capo al gruppo Gavio (che è azionista di maggioranza in Salt), il sostanziale congelamento delle tariffe dei pedaggi (fatto salvo l’adeguamento annuo al tasso di inflazione programmato e dunque un più 1,5%). Ma la strategia elaborata prima con il ministro Maurizio Lupi e poi “ereditata” dal governo Renzi e dal ministro Graziano Del Rio non procede con i tempi auspicati. E contemporaneamente resta fermo il piano economico di Salt, sul fronte delle tariffe ma, sostanzialmente anche su quello degli investimenti «anche se - continua l’ufficio stampa di Salt - l’azienda ha sempre e comunque assicurato quelli per la sicurezza delle autostrade». Salt, a un certo punto, si stufa di aspettare e decide - con altre società concessionarie di tratti autostradali - di fare ricorso alcuni mesi fa. La sentenza del Tar del Lazio non lascia spazio a interpretazioni: il silenzio del ministero nei confronti del piano economico e finanziario di Salt è «illegittimo» e pur non ravvisando la necessità, paventata da Salt, della nomina di un commissario ad acta, stabilisce che il ministero proceda all’approvazione entro 30 giorni dalla sentenza.
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