Gioco
Mare pulito, si dovrà aspettare febbraio per la fine dei lavori
Dal tavolo congiunto tra l’organo di vigilanza e i Comuni esce una nuova scadenza per il progetto “tampone”
VIAREGGIO. Ogni volta è così sulla balneazione: sembra che si vada avanti e poi succede sempre qualcosa che rimanda ancora le scadenze. Una storia simile a quella dell’asino con la carota. E intanto la Versilia si è abituata a pensare i lavori per risolvere il problema della commistione tra fognatura bianca e nera siano come la solita promessa da marinaio, anche perché di mare si parla.
Però c’è il peracetico: un impianto da un milione e 800mila euro che temporaneamente che potrebbe salvare il mare.Nel frattempo i cittadini continuano a pagare in bolletta lavori che vanno a passo lento, lentissimo; in un’altalena tra buone e cattive notizie.
Pochi giorni fa è stata assegnata la gara vinta dalla ditta Calgeco Srl di Motta San Giovanni in provincia di Reggio Calabria, grazie a un ribasso del 17,1%. Buona notizia; considerato tutto il passato di delusioni con l’impianto di ionizzazione naufragato nel nulla e i problemi burocratici che hanno rallentato la conclusione della fase di elaborazione del progetto. Una soluzione che è, lo ricordiamo, un palliativo, un tampone, per evitare i divieti di balneazione ogni volta che piove; in attesa di interventi previsti da un accordo che scadrà tra due anni.
Ma stanno andando piano, pianissimo: a due anni dalla firma dell’accordo in Regione per realizzare le opere anti inquinamento è stato completato solo il 28,6% degli interventi previsti. Meno della metà. Cantieri che corrispondono all’11,3% delle risorse in ballo. Parlando di numeri reali: l'accordo prevede 48 interventi per un totale di 38.379.827 euro ma al momento sono stati fatti solo 14 interventi per 4.353.959 euro.
Attualmente quindi sono in fase di ultimazione le verifiche di regolarità sull’azienda che si occuperà del peracetico, verifiche all’agenzia delle entrate e per carichi pendenti; un passaggio dovrebbe esaurirsi entro il mese di novembre. L’inizio dei lavori è prevista per la prima settimana di dicembre.
La durata dei cantieri è stimata quindi in circa tre mesi compreso l’avvio della fase di sperimentazione. Si parla quindi di un rinvio ulteriore a febbraio. Cattiva notizia. Il termine slitta ancora: prima settembre, poi ottobre, poi dicembre, poi gennaio.
Al tavolo di lunedì in Regione i tecnici dei comuni di Camaiore, come capofila, di Viareggio, di Pietrasanta, di Forte dei Marmi e di Massarosa, hanno fatto il punto della situazione sullo stato di avanzamento sulla sperimentazione dell’abbattimento della carica batterica delle acque tramite l’impiego dell’acido peracetico. Buona notizia per il breve e medio periodo ma non per il lungo dato che i lavori strutturali in capo a Gaia, come già detto, continuano con il solito passo in attesa del famoso finanziamento strutturato che dovrebbe risanare le casse del gestore piagate dai debiti.
Il Comune di Camaiore nel frattempo sta avviando le procedure per la fornitura dell’acido peracetico, per cui verrà predisposta un’indagine di mercato tramite la piattaforma informatica Start, e verrà individuato il soggetto gestore degli impianti. Una notizia che di per sé non è né brutta né cattiva, sempre che non ci siano ulteriorri lungaggini.
Inoltre è già in agenda per il 14 dicembre la prossima riunione del Collegio di vigilanza che monitorerà l’avanzamento del cantiere e le prime fasi della sperimentazione.
Una volta completati i lavori di installazione si partirà infatti con la vera sperimentazione monitorata costantemente dall'Università di Pisa. Le analisi d saranno necessarie perché l'impiego dell'acido peracetico aveva sollevato molti dubbi sulla sua pericolosità per l'ecosistema. L’acido sarà versato prima nelle idrovore dei depuratori e poi eventualmente negli alvei dei fiumi.
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