Sicurezza
Hotel Principe: progetto da rifare
Il Consiglio di Stato dà ragione dai vicini dell’ex albergo sul lungomare
LIDO. Quei terrazzi "non s'hanno da fare": il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del tribunale amministrativo riguardo al progetto dello stabile dell'ex hotel Principe sul viale Pistelli a Lido di Camaiore che prevede terrazzi troppo vicini alle case già esistenti.
Al posto del vecchio hotel Principe (chiuso da anni e diventato rifugio di barboni ed extracomunitari) è previsto infatti un palazzo di quattro piani con sei appartamenti e un negozio. Il progetto cambierà in maniera imponente lo "skyline" di Lido. Se non fosse che, rialzando di un piano tutto lo stabile, i terrazzi dell'ultimo piano sarebbero troppo vicini al palazzo accanto.
A essere condannati sono sia la società costruttrice, la Dierre di Lucca, e il Comune stesso, reo di aver concesso la costruzione non rispettando le distanze imposte dalla legge. Il consiglio di stato ha stabilito infatti che in questo caso c'è stato un "eccesso di potere sotto vari profili: non sono state rispettate le distanze minime di 10 metri tra le pareti finestrate e di 5 metri dai confini".
La diatriba nasce proprio nel momento in cui viene annunciato che al posto del vecchio stabile sarebbero stati creati appartamenti e che il palazzo sarebbe stato rialzato.
I vicini si sono immediatamente rivolti all'avvocato Massimiliano Micheli per ottenere dal Comune la possibilità di visionare il progetto. Da lì è partita una battaglia a colpi di carte bollate per contestare ogni nuovo intervento sul Principe e sugli edifici confinanti.
La Dierre ha pagato quindi al Comune 329mila euro per la cessione dell'area e la realizzazione di opere pubbliche. In più nelle casse pubbliche sarebbero finiti 405mila euro di contributo aggiuntivo per il mutamento della destinazione d'uso da albergo a residenziale per una cifra totale di 734mila euro che è stata pattuita in tre rate. E alla fine però i vicini la spuntarono perché la sentenza ha dato loro ragione.
Le ripercussioni pratiche, secondo l'assessore Simone Leo, sarebbero minime e il progetto andrà comunque avanti.
«Il ricorso è stato fatto - ha detto - quando ancora questi lavori non sono stati fatti, basterà che la ditta riveda il progetto alla luce di quanto stabilito dal giudice e potremmo concludere la riqualificazione di una zona importante del Lido».
Cesare Bonifazi
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