Italia
L’ex sindaco divide il centrodestra
Malumori nello schieramento: i dissidenti alla corsa per nomi nuovi
CAMAIORE. La situazione del centrodestra camaiorese è un perfetto esempio di quello che i Pink Floyd descrivevano nel loro disco capolavoro “The Wall”: nella canzone Mother, Roger Waters ammoniva che «se ti ritrovi a pattinare sul ghiaccio sottile portandoti dietro dei silenziosi rimproveri, non devi stupirti se una crepa si aprirà sotto i tuoi piedi».
L’annuncio dell’incontro tra l’ex sindaco di Camaiore, Giampaolo Bertola (ex Forza Italia), e dell’ex di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro (ex Pd), ha avuto lo stesso suono di quella crepa. Lo strappo di Bertola con il centrodestra durante le amministrative del 2012 era stato a fatica ricucito con un’assemblea in cui si proponeva la sua candidatura a sindaco per le prossime amministrative. Bertola avrebbe corso sotto l’ala della sua associazione, La Rondine, e, come Gesù, aveva chiesto agli altri «chi mi ama, mi segua». Adesso però, quei malumori che erano rimasti sopiti per anni, ritornano prepotentemente alla luce .
Da una parte c’è chi rassicura gli animi, come Eros Baldini, del coordinamento di Forza Italia, il quale ricorda salomonicamente che l’esperienza della Rondine è inclusiva, aperta a tutti. «Se il programma rimane quello che abbiamo appoggiato, non c’è alcun motivo per allontanarsi dal progetto», ha detto.
Dall’altra parte però c’è un forzista di ex ala Bertoliana, Alessandro Santini, che, pur avendo dato il suo «no comment» ufficiale, ha lasciato che la sua opinione fosse più eloquente sul suo profilo Facebook dove ha postato un’immagine di una rondine morta. L’imbarazzo di Santini è evidente: si ritroverebbe con Buonvento, la lista di Del Ghingaro, nemica a Viareggio e alleata a Camaiore.
Davide Marcucci, attuale coordinatore di Forza Italia, non commenta esplicitamente: dice di aver saputo troppo tardi di questo incontro per impegni lavorativi e dovrà farsi un’idea precisa. Coloro che invece si sono sentiti traditi dal comportamento dell’ex sindaco adesso si fregano le mani perché possono affondare e proporre un loro candidato: tra questi c’è Marco Daddio, in consiglio tra i forzisti “dissidenti”, il quale accelererà la presentazione della sua lista. Idem per Riccardo Bonuccelli (Udc) che, una volta riorganizzato il partito, proporrà le sue idee per piazza San Bernardino. I moderati insomma si schierano piuttosto compatti contro l’alleanza. Tutto tace sul lato Lega e Fratelli d’Italia.
L’asse Del Ghingaro-Bertola suona quindi più come una deflagrazione che come una musica alle orecchie di destra e centrodestra. Certo è che il rospo in bocca c’è: tutto sta nel capire se la destra ha intenzione di ingoiarlo nel nome dell’unità contro il sindaco uscente o se cambiare nome su cui puntare.
Cesare Bonifazi
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