Il Tirreno

Versilia

L’Asl toglie il blocco a visite ed esami ma i disagi restano

di Matteo Tuccini
L’Asl toglie il blocco a visite ed esami ma i disagi restano

I pazienti possono di nuovo prenotare tutti gli accertamenti Alcuni si possono fare solo nel 2018. Problemi tecnici al Cup

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VIAREGGIO. Prima diamo la buona notizia: le visite e gli esami medici che non si potevano più prenotare sono stati riaperti ai pazienti. L’Asl, come ordinato dalla direttrice generale Maria Teresa De Lauretis, ha finalmente sbloccato tutte le agende degli appuntamenti. Soprattutto quelli nei centri privati convenzionati, che erano bloccati per motivi non chiari. La cattiva notizia è che la questione delle liste d’attesa in sanità è tutt’altro che risolta. Per alcune prestazioni si continua ad aspettare tanto: in certi casi si va fino al 2018. Senza contare che nell’ultima settimana il Centro prenotazioni è stato tormentato da alcuni problemi tecnici per l’aggiornamento dei programmi di gestione. Nel frattempo la Regione chiede risultati immediati.

Riaperte le agende. Il problema delle liste d’attesa chiuse ai pazienti - secondo la De Lauretis un guaio solo versiliese - sembra essersi risolto. Negli ultimi giorni Il Tirreno ha raccontato l’impossibilità di prenotare ecografie come visite cardiologiche, perché non c’erano appuntamenti disponibili. In un’intervista la dg De Lauretis ha spiegato di voler prendere in mano la questione, inviando al “Versilia” esperti per risolvere il problema. Nel frattempo ha dato mandato di riaprire le agende degli appuntamenti, senza però ottenere risultati. Ieri, dopo un passaggio con il Cup, abbiamo verificato che la situazione si è sbloccata. L’Asl ha promesso di dare informazione di tutte le tappe successive per il superamento del problema.

Attese lunghissime e rimborsi. Per alcuni accertamenti si continua ad aspettare un’eternità. È il caso di una visita endocrinologica, prenotabile solo per l’agosto del 2018. Al 2018 si va anche per una mammografia a seconda della fascia d’età. Mentre per colonscopie e gastroscopie si va a febbraio del 2017. Ricordiamo che l’Asl deve rispettare dei limiti di tempo (scheda a fianco): se non lo fa, il paziente può chiedere un rimborso di 25 euro.

Problemi tecnici del Cup. A complicare il tutto, le difficoltà del Centro prenotazioni per l’aggiornamento del sistema informatico che gestisce gli appuntamenti. Un problema che sta impedendo le prenotazioni al mattino, mentre nel pomeriggio (gli sportelli all’ospedale però sono chiusi) la via è libera.

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L’aut aut della Regione. Dall’assessoreregionale Stefania Saccardi sono arrivate linee di condotta severe alle Asl rispetto alla questione delle liste d’attesa. I direttori della programmazione delle aziende sanitarie dovranno presentare all’assessorato un piano di abbattimento delle liste di attesa entro il 1° dicembre. I piani saranno valutati e condivisi dall’assessorato, e dovranno diventare operativi entro il 1° gennaio 2017, per arrivare a regime entro il primo semestre. «Il primo passo - spiega la Regione - dovrà essere quello di separare completamente il primo accesso (gestito dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta) dalla successiva presa in carico o follow up (gestito dagli specialisti). Per il primo accesso si dovrà tenere conto di codici di priorità, garantendo la prestazione entro 48 ore se urgente, entro 10 giorni se l’urgenza è definita “breve”; negli altri casi, entro 15 giorni per le visite specialistiche ed entro 30 giorni per le prestazioni diagnostiche. Per le prestazioni di secondo accesso - prosegue la Regione - dovrà essere garantita la presa in carico nel tempo da parte dello specialista per il controllo dei propri pazienti, riducendo il fenomeno della frammentazione dei percorsi di presa in cura. Dovranno essere previste agende dinamiche a validità annuale a scorrimento giornaliero, gestite direttamente, o attraverso servizi dedicati. I medici di medicina generale avranno un ruolo fondamentale anche nella gestione dei percorsi della cronicità». La Regione ribadisce, inoltre, che per le prestazioni specialistiche di base l’offerta deve essere determinata a livello di zona (Versilia); le altre prestazioni devono essere garantite a livello di Asl o Area vasta. Ma sulla possibilità di svolgere un esame fuori zona, se non c’è posto in Versilia, non ci sono ancora risposte.

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