La protesta
Aziende assediate dai ladri di spiccioli
In forte aumento gli episodi di ditte vittime di piccoli furti alle macchinette: i bottini sono magri ma i danni, spesso, sono da migliaia di euro
VIAREGGIO. Si muovono come ladri esperti: entrano, agiscono e si dileguano nella notte. I bottini di questi raid notturni sono esigui, qualche decina d’euro: quei pochi spiccioli che riescono a trovare nelle macchinette del caffè o nei distributori delle bibite.
Anche a notte scorsa altri raid: ad essere presa mira la Floricultura Maffucci sulla via Aurelia a Bicchio. Alcuni gnoti, una volta entrati all’interno dell’azienda, si sono diretti alle macchinette portando via dalle cassettiere le monete. In questo caso, come è avvenuto per le altre aziende della Versilia, in cui sono avvenuti i furti ci sono i danni materiali alle porte e alle finestre provocati dai malintenzionati per entrare dentro. Per pochi euro di ricavo, ditte e istituti devono sostenere centinaia di euro di riparazioni. In questi furti solitamente non vengono portati via beni particolarmente preziosi: al massimo dei portatili o un cellulare.
Come al Marconi di Viareggio, anche lì la notte scorsa sono entrati dei ladri che hanno spaccato i vetri del distributore del primo piano e hanno preso gli spiccioli delle colazioni. Nessun segno d’infrazione, né finestre rotte in questo caso: un mistero. Il preside, Lorenzo Isoppo, ha già dato le registrazioni delle telecamere di sorveglianza alla polizia che è arrivata ieri mattina a fare i rilievi insieme alla scientifica. Ma è solo l’ultimo episodio di una lunga serie che sembra non avere fine.
Episodi simili era avvenuti nelle settimane scorse nella zona industriale di via di Montramito: il Tirreno, non più tardi del 20 ottobre aveva raccolta la testimonianza di Alessandro Verdigi, titolare dell’azienda di ricambi Av Service, il quale aveva ricevuto la visita dei ladri per ben sette volte in un solo mese. Sembra che il fenomeno segua delle ondate: nei giorni scorsi i ladri erano entrati nelle ditte di Pietrasanta. Anche qui i ladri hanno diretto la loro attenzione alle macchinette di bibite e caffè, tralasciando le altre cose: come computer ed altri oggetti. Un’annotazione da fare è che a volte i furti avvengono in capannoni o in aziende dove non ci sono sistemi di allarme. Dal modus operandi gli investigatori pensano che si tratti che si tratti di “ladri poveri”, non c’è da escludere che siano tossici che cercano qualche spicciolo per tirare su la dose. Quello che infastidisce le vittime di questi piccoli reati sono quindi i danni materiali che devono essere riparati velocemente. Su tutti questi episodi stanno indagando le forze dell’ordine, ma tra i piccoli imprenditori c’è paura e tanta rabbia.
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