Sicurezza
«Avevamo una storia»: il giudice gli ha creduto
Saranno le motivazioni della sentenza, tra due mesi, a chiarire il perché dell’assoluzione decisa dal giudice del tribunale di Lucca. Ma è evidente che a passare è stata la linea difensiva degli...
Saranno le motivazioni della sentenza, tra due mesi, a chiarire il perché dell’assoluzione decisa dal giudice del tribunale di Lucca. Ma è evidente che a passare è stata la linea difensiva degli avvocati Alessandro Belli e Simone Silvestrini, dello studio legale Belli-Tasselli di Pistoia. E cioè che il legame tra il cuoco e l’aspirante aiutante chef nel ristorante fosse consenziente. Il cuoco, insomma, ha sostenuto che avessero una storia.
«Dall’istruttoria e dalla discussione che ne è seguita - afferma l’avvocato Belli - è questo che è emerso. Inoltre ci sono numerosi contatti reciproci, sia prima che dopo l’episodio denunciato, di sms e telefonate. Confermati dalla stessa donna che ha presentato la denuncia. E che lasciano dubbi sul fatto che non ci fosse alcun tipo di legame». Di tenore opposto il commento dell’avvocatessa Eleonora Romani, che tutela la giovane madre. E che ha assicurato che il processo non finirà qui. «Questa sentenza è stata un duro colpo per la mia assistita - dice - è difficile pensare che, data la differenza d’età, tra i due ci fosse una storia d’amore. Per quanto riguarda i contatti telefonici è stato lui a cercarla con insistenza. Non possiamo essere soddisfatte di questa sentenza, tenuto conto dell’intera vicenda e dell’indagini eseguite dalla polizia e dalla Procura. Che ha fatto un lavoro impeccabile. Di sicuro andremo avanti in appello e faremo di questo caso una battaglia. Lo dico anche da vicepresidente dell’associazione Fidapa Lucca, che ha l’obiettivo di tutelare le donne in ogni sede». (m.t.)
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