La protesta
Via Matteotti si mobilita contro il nuovo ripetitore
La Tim lo sta montando sul tetto degli ambulatori della Misericordia Partite petizione all’Arpat e richiesta d’incontro al commissario prefettizio
VIAREGGIO. L'antenna sul tetto, al momento, non è ancora materialmente pronta. Ma i tecnici della Tim stanno lavorando febbrilmente affinché sia funzionante il prima possibile. Insomma, il ripetitore che la potente azienda di telefonia mobile vuole montare sul tetto del palazzo che ospita gli ambulatori della Misericordia di Viareggio è quasi realtà. Ma sul quel "quasi" puntano le venti famiglie che abitano nelle case del "Buo di Misurino" - la corte interna che collega via Cavallotti a via Matteotti - e che di quell'antenna non vogliono proprio saperne. Così come contrari sono gran parte dei residenti della zona, dove si trovano fra l'altro una casa-famiglia con bambini, un centro d'accoglienza e, non lontano, anche una scuola elementare (la Lambruschini) e una chiesa (quella di San Francesco).
Ieri, tanto per mettere le cose in chiaro, Daniele Emilio Cinquini in qualità di portavoce del comitato di via Matteotti, del comitato Marco Polo, del comitato Pedona ambiente e salute e della commissione Varignano ha protocollato una richiesta urgente di incontro con il commissario prefettizio Fabrizio Stelo, il vice commissario, il dirigente dell'ufficio Suap e gli architetti Claudia Fruzza e Giovanni Mugnani. «Confermiamo la nostra disponibilità e volontà a collaborare come finora abbiamo fatto - si legge nella richiesta - anche se teniamo a precisare che allo stato attuale rimane una situazione di pericolo sul nostro territorio da elettrosmog in ragione della mancanza di uno strumento di controllo come il Piano della telefonia mobile».
I residenti della zona, tuttavia, non si limitano a richiedere un incontro con il commissario prefettizio. C'è anche chi come Barbara Nistri - che abita proprio in una delle case del "Buo di Misurino" - ha inviato un esposto formale all'Arpat, all'Asl Versilia, al Comune di Viareggio e al Prefetto affinché venga bloccata «l'installazione della stazione radio base per telefonia mobile» sul tetto del palazzo dove si trovano gli ambulatori della Misericordia. «L'autorizzazione è stata data lo scorso venerdì 4 novembre - racconta Barbara Nistri - e già il lunedì successivo sono arrivati due furgoni dell'azienda telefonica per iniziare e completare al più presto i lavori sperando forse che nessuno facesse troppa attenzione a quello che stavano facendo. Ma ci siamo resi subito conto che quella che stanno montando è un ripetitore e così ci siamo mobilitati». Una mobilitazione che con ogni probabilità andrà oltre le proteste e gli esposti, visto che si sta pensando ad un ricorso urgente al Tar prima che i lavori siano conclusi e l'antenna installata.
Insomma, una vera e propria corsa contro il tempo. Da entrambe le parti.
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