Il dolore
«Separare i binari dall’ambiente intorno tocca ai Comuni»
L’avvocato di Rfi, Carla Manduchi, lo dichiara con forza in aula Ma il recente carteggio tra azienda di Fs e Ansf dice il contrario
VIAREGGIO. Su «barriere e separazioni non c'è competenza di Rete ferroviaria italiana», parola dell’avvocato Carla Manduchi che ieri, nell’aula del processo al disastro ferroviario di Viareggio ha difeso Rfi in quanto responsabile civile. Ma - la domanda non è retorica - siamo certi che il cliente non abbia nascosto niente all’avvocato? Carla Manduchi afferma con forza ed un certa irruenza che «la competenza è del Comune». Nel caso del disastro ferroviario di Viareggio si sta ancora discutendo di quella barriera anti rumore richiesta invano a Ferrovie dagli abitanti di via Ponchielli che non hanno mai avuto risposta. Come ha ricordato nella sua arringa dall’avvocato Graziano Maffei, difensore anche del Comune di Viareggio. Il quale sembra aver lanciato in aula un dente molto doloroso, visti gli attacchi che lo stesso ha subito negli ultimi due giorni dagli avvocati degli imputati di casa Ferrovie.
Ma c’è un altro caso che vede contrapposti Viareggio e Rete ferroviaria italiana: ed è quello della morte lungo i binari della stazione di Torre del Lago di Mattia Musumeci, 27 anni, investito da un treno là dove in molti hanno l’abitudine di passare ad un pelo dai binari. È il maggio 2016 quando la relazione di indagini del ministero dei trasporto raccomanda all’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie di adoperarsi affinché il Gestore dell’infrastruttura Rfi Spa, tenuto conto dell’elevato numero di pericolati incidenti e di investimenti di persone avvenuti sia nella stazione di Torre del Lago che nella tratta ferroviaria ricompresa tra la stazione medesima e Pisa, si attivi con specifici interventi, anche infrastrutturali, per impedire alle persone non autorizzate sia l’accesso alla tratta ferroviaria che collega Torre del Lago a Pisa sia l’attraversamento dei binari in ambito della stazione di Torre del Lago». Raccomandazione diretta ad Ansf affinché l’Agenzia emani apposita prescrizione nei confronti di Rfi. Cosa che Ansf fa il 10 giugno 2016. Dunque, ministero ed Agenzia vanno dritti da Rfi e non dai Comuni dei territori tra Torre del Lago e Pisa. Ed è la stessa Rete ferroviaria italiana a rispondere ad Ansf. «A tale prescrizione - risponde l’Agenzia al quesito posto dal “Tirreno” - Rfi ha risposto in data 26 luglio 2016, comunicando le attività da porre in essere a seguito delle raccomandazioni ricevute». Rfi informa Ansf di cosa intende fare: «Riguardo alla raccomandazione specifica per la tratta compresa tra Pisa e Torre del lago - è ancora Ansf a rispondere al “Tirreno” - Rfi ha dichiarato che sono stati programmati i seguenti lavori di intervento: realizzazione di una recinzione per una estesa di 550 metri;realizzazione nell'ambito delle opere di messa in sicurezza idraulica di uno scannafosso a nord del casello A1 di Pisa Nord». Due interventi di separazione dei binari e relativa circolazione dall’ambiente circostante. I residenti di via Ponchielli, che certo non avevano l’abitudine di passeggiare lungo i binari, chiedevano solo che un treno carico di Gpl non gli entrasse in casa.
Se i capi di imputazione formulati dai pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino pure non parlano espressamente di barriere antirumore (e non è irrilevante) - sono ancora le parole dell’avvocato Manduchi - «poi le indagini sono fatte sulle barriere...». Ed allora merita un ripasso il quesito che i pm pongono ai consulenti Claudio Chiavacci, Marco Nicola Carcassi, Francesco Marotta e Marcello Mossa Verre: «Precisino quali mezzi e/o sistemi di protezione e, comunque, quali cautele sarebbe stati idonei ad evitare o a mitigare le conseguenze del disastro di Viareggio, con particolare riferimento alle capacità di contenimento di un muro - o altro elemento assimilabile di separazione fisica, ivi comprese le barriere antirumore, posto ai lati della sede ferroviaria per la lunghezza della tratta interessata all’evento». Elenco omnicomprensivo, dunque. Ed indagini altrettanto a tutto campo.
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