Sicurezza
«Rischi intrinseci della circolazione»
Per l’avvocato Alfonso Maria Stile (Rfi) non si tratta di sicurezza sul lavoro
VIAREGGIO. «La Procura di Lucca confonde sicurezza ferroviaria e sicurezza sul lavoro». A parlare così è il professor Alfonso Maria Stile (emerito di diritto penale all’università di Roma “La Sapienza”) che ha contestato i capi di imputazione dei pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino: «L’evento accaduto a Viareggio - sono le parole del legale di Rfi - è connesso ai rischi intrinsechi alla circolazione ferroviaria. Non ha niente a che vedere con le norme a tutela degli infortuni sul lavoro».
Impossibile non ricordare per chi ha seguito questi tre lunghi anni di processo (domani sono tre anni esatti) i volti ed i racconti, nella stessa aula del Polo fieristico di Lucca, dei due macchinisti alla guida del treno carico di Gpl. Impossibile dimenticare come il loro infortunio sul lavoro sia stato oggetto del dovuto riconoscimento economico da parte di Inail, perché è impossibile non ricordare che cosa è stata la loro vita dopo il 29 giugno 2009.
Ma in queste ultime udienze, quelle delle arringhe degli avvocati difensori degli imputati di Fs e aziende del Gruppo, si è sentito affermare con forza che Ferrovie dello Stato italiani si occupano di sicurezza sì, ma per quanto attiene l’ambito dei binari. E se è già singolare sentirlo affermare da un “pezzo” di Stato, lo è stato ancor più sentire affermare - ieri - dall’avvocato Carla Manduchi (ancora per Rfi) che nel guardare oggi a quelle Ferrovie dello Stato italiane a processo per il disastro ferroviario da trentadue morti «si resta attaccati ad una azienda Ferrovie dello Stato che non c'è più, ad un ferroviere uomo dello Stato che tutto può e tutto deve, ma che non esiste più».
In questo ottica si capisce meglio il ragionamento impostato dall’avvocato Stile, quando afferma che «sono nulle tutte le contestazioni che legano l’ incidente e la sicurezza sul lavoro».
Un po’ come dire che la centrale nucleare ha l’obbligo di proteggere i propri dipendenti, ma se esplode e ci vanno di mezzo cittadini, case, boschi, fiumi è solo il destino. Al quale Viareggio, però non si è rassegnata. (d.f.)
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