Finanza
Cosimo, l’ex surfista che vive da eremita
La scelta: viviamo in povertà nella natura come San Francesco
STAZZEMA. C'è una spiritualità che non vive solo nelle persone, ma anche nei luoghi, negli animali, nelle pietre, nella natura ed una dignità della povertà che diventa una scelta di vita - più che una condizione di marginalità - voluta rispetto ad un tempo in cui non ci si rispecchia. Sembrano pensarlo Cosimo e Noemi Castagnini, rispettivamente 36 e 30 anni, che la loro decisione l’hanno presa alcuni anni fa. Vivere insieme, lontano da tutti, in mezzo alla natura: un rifugio d’amore e spiritualità in località le Calde a POmezzana.
La loro è una scelta estrema, difficile, condivisibile o meno, ma sempre una scelta fatta, a un certo punto della vita, da chi viveva in città: avevano un lavoro “normale” ed una vita molto simile a quella di tante altre persone: il mare, le amicizie, il surf, con quelle passioni un po’ alternative, per qualcuno forse anche un po’ strampalate, per gli animali selvatici e la vita solitaria, quasi da eremita.
A un certo punto questi due ragazzi, vicini al un matrimonio e indirizzati verso una vita normale fanno l’incontro, come si suol dire, che cambia la vita, quello in cui senti di aver trovato l’altra metà della tua mela che ti completa perfettamente, che ti fa superare quella difficoltà per una vita diversa che tanti ridicolizzano e che invece, è quella che nel loro caso porta dritta alla felicità.
Quella tra Cosimo e Noemi è la storia di tanti amori: quello che porta due persone ad essere una coppia e decidere di pronunciare il fatidico sì in abiti medioevali il giorno di San Francesco di Assisi, il 4 ottobre, perché ci si sente appartenenti ad un altro tempo. Ma anche l'amore per gli animali che li portano ad essere volontari in una associazione che si occupa di soccorso ad animali selvatici. E l’amore per la natura nella convinzione che essa abbia una sua anima: un qualcosa che sta tra San Francesco che considerava la terra, gli elementi, la terra, sorelle, fratelli e madre, il druidismo delle civiltà nordiche che assegna a piante, sassi, boschi un’anima intrinseca, o la spiritualità dei pellerossa americani che difendono il sacro suolo degli avi dalle speculazioni edilizie e dal passaggio degli oleodotti.
Insomma, un amore che ha portato i due al progetto-sogno di una fattoria didattica a Pomezzana in località Le Calde con una pagina Facebook che raccoglie foto e pensieri che riportano l'uomo alla natura al silenzio, all'amore per il bosco, per i sentieri scolpiti da unghie, artigli e zoccoli, in cui hanno creato una casa per gli animali che hanno ricevuto in dono. Nella pagina anche consigli di antica saggezza è un richiamo sempre presente alla natura e ad un qualcosa di magico che può nascere tra un uomo, una donna e tutta la natura.
La loro è una quotidianità fatta di lavoro e passione. «La nostra giornata - racconta Cosimo - scorre tra lo sfalcio dell’erba da dare agli animali, alla raccolta delle castagne, recuperando anche quelle meno belle che diventano un ottimo alimento per le capre, la raccolta di arbusti per accendere il fuoco, la preparazione di antiche ricette e soprattutto il lavoro nell’orto, quella fatica fisica che diventa cura per lo spirito. E poi bisogna dar da mangiare galline, conigli, capre e immancabile la poiana Stella divenuta compagna di vita della coppia».
Cosimo e Noemi si sono sposati poco più di un mese fa in in abiti medioevali. «Ci siamo sposati alla Cappella di fronte a Don Ermes e a pochi amici che sono venuti a tenerci compagnia e che di fatto ci hanno preparato il pranzo di nozze. Abbiamo scelto gli abiti medioevali perché noi sentiamo di non appartenere a questo tempo. Abbiamo fatto un matrimonio povero con i nostri vestiti da falconieri e l'aggiunta di un mantello per coprirci. Ci siamo sposati nel giorno di San Francesco e il viaggio di nozze è stato a Laverna nei luoghi del santo dove abbiamo trovato la spiritualità a cui aspiriamo».
«Non amiamo la macchina, la televisione, neppure la corrente elettrica. Ne faremmo volentieri a meno e cerchiamo di scaldarci con la legna. Ci alziamo alle cinque ogni mattina e viviamo le stagioni e capita che alle otto di sera siamo già a letto» racconta ancora. Spiegando così la lontananza dal così detto mondo “normale”. «Nel mondo civilizzato ci sentiamo dei disadattati».
«Perché questa scelta? Abbiamo fatto quello che ci piace, scegliendo una vita difficile, di povertà che per noi è dignità, in mezzo agli animali che ogni giorno ringraziamo per quello che ci danno. Spesso gli animali ce li regalano e sono sempre animali “problematici” nel senso che sarebbero stati abbandonati perché creavano dei problemi. Da noi sono ben accolti».
Il sogno della giovane coppia è quello di costruire una fattoria didattica «per far conoscere ai bambini come vivono gli animali da cortile che oggi spesso non si conoscono più e che questo diventasse una piccola fonte di reddito. Oggi io - commenta Cosimo - faccio dei piccoli lavoretti con cui non riusciamo ad arrivare in fondo al mese. Ci aiutano in tanti, ma non è fonte di vergogna. Non chiediamo anche ai nostri amici e parenti ci capiscono, chiediamo solo che ci rispettino».
Il ritorno a una vita ordinaria, in mezzo alla gente, in una città non rientra nelle loro aspettative. «Questa è la mia vita. Ho già vissuto una vita precedente, in cui avevo un lavoro da artigiano, facevo l'istruttore di surf, mi stavo per sposare, uscivo per gli amici per andare nei pub ed andavo in vacanza. Un lavoro normale sarebbe incompatibile con questa vita che magari è più dura, ma ci rende felici. Ogni giorno la vita è una scoperta e trovare soddisfazione nelle piccole cose. Qualche volta è dura anche mettere insieme il cibo e ci aiutano in molti, ma non potrei tornare indietro».
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