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L’Agenzia per la sicurezza ferroviaria: Rfi deve attuare un piano di rimozione
In quanto gestore della infrastruttura, Rfi «deve studiare ed attuare un mirato piano di graduale rimozione dei picchetti di regolazione». Oppure, «in via alternativa», deve (questo è il termine...
In quanto gestore della infrastruttura, Rfi «deve studiare ed attuare un mirato piano di graduale rimozione dei picchetti di regolazione». Oppure, «in via alternativa», deve (questo è il termine utilizzato da Ansf) «studiare una soluzione tecnica idonea e di conseguenza definire un piano di interventi mirato ad avviare una graduale installazione di sistemi di protezione e confinamento degli stessi picchetti». Sistemi che «ne annullino la intrinseca potenzialità di diventare strumento di taglio e lacerazione». È la prescrizione data nel 2013 dall’Agenzia nazionale a Rete ferroviaria italiana, in recepimento della raccomandazione arrivata dalla Direzione generale per le investigazioni ferroviarie.
Nel caso si decida per la rimozione - è la prescrizione - si seguirà «un processo di lavorazione che inizi dai siti maggiormente esposti per grado di confinante urbanizzazione, sostituendoli con sistemi di controllo piano-altimetrico della stabilità geometrica delle curve caratterizzati da valore nullo rispetto al rischio di costituire strumento potenziale di taglio e/o lacerazione». Un piano che dovrà presentare «un’articolazione temporale» e «prevedere la rimozione dei picchetti almeno in occasione del rinnovo dell’armamento». (d.f.)
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