Il Tirreno

Versilia

Consiglio di Stato, l’attesa infinita

Slitta ancora la sentenza sulle elezioni annullate dal Tar: oggi potrebbe essere il giorno decisivo

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VIAREGGIO. Ancora una fumata nera. Anche ieri dal Consiglio di Stato nessuna notizia. I giudici romani non hanno completato la scrittura della sentenza sui ricorsi contro l’annullamento delle elezioni comunali dell’anno scorso decretato dal Tar. Ma dovrebbero essere alle battute finali. Oggi potrebbe essere il giorno x, quello in cui finalmente la decisione sarà depositata in cancelleria, se non altro perché scade il termine canonico di ventitré giorni per i verdetti di questo tipo.

Inutile sottolineare come il fatto che i tempi si siano dilatati fino a questo punto - l’udienza del Consiglio di Stato risale ormai a tre settimane fa - abbia aumentato la tensione attorno a una vicenda che comunque vada sarà segnata da un esito che farà discutere.

Tre i verdetti possibili: il primo è la conferma da parte dei giudici di secondo grado della sentenza emessa dal tribunale amministrativo toscano che ha dichiarato nulla la consultazione amministrativa del 2015; il secondo è la cassazione di quella decisione che significherebbe far tornare in carica da subito il sindaco Giorgio Del Ghingaro e il consiglio comunale eletto insieme a lui; il terzo è quello che inevitabilmente finirebbe per essere letto come una sorta di compromesso, ovvero l’accoglimento parziale dei ricorsi contro la sentenza del Tar, con la conseguenza che si tornerebbe a votare sì ma solo nelle due sezioni, la 28 del Terminetto e la 2 del centro città, dove sono state riscontrate irregolarità.

In quest’ultima evenienza, come ovviamente nella prima, il commissario prefettizio Fabrizio Stelo che da centoventi giorni siede a palazzo comunale continuerebbe a guidare l’amministrazione fino alle prossime votazioni, siano esse quelle generali oppure quelle limitate al migliaio di elettori delle due sezioni coinvolte.

In entrambi i casi i seggi verrebbero riaperti a primavera e si tornerebbe a votare in concomitanza con gli altri comuni (Camaiore e Forte dei Marmi per quanto riguarda la Versilia, Lucca e Carrara tanto per ricordare le città a noi più vicine).

Ancora: nel caso in cui dovessero tornare alle urne solo le sezioni 2 e 28 potrebbero esercitare il diritto di voto unicamente quei cittadini che lo avevano fatto in occasione della consultazione dell’anno scorso (chi non aveva partecipato allora non potrebbe farlo adesso). E il nuovo primo turno, come detto, per loro coinciderebbe con quello degli altri elettori toscani chiamati a scegliere tra i candidati a sindaco.

Insomma tanti scenari, uno più complicato dell’altro. Anche se Del Ghingaro dovesse essere rimesso in sella dalla sentenza del Consiglio di Stato è assai difficile per non dire impossibile che il quadro politico amministrativo si possa ricomporre com’era fino alla primavera scorsa, non fosse altro per le divisioni esacerbate da questa lunga attesa o per il dialogo forzato a cui molti dei protagonisti di questa vicenda sono stati costretti.

Luciano Menconi

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