Sicurezza
Travolto sui binari inchiesta della Procura
Mattia Musumeci, 27 anni, è morto il 18 ottobre alla stazione di Torre del Lago Da maggio il ministero dei trasporti aveva dato l’allarme: troppi i casi analoghi
VIAREGGIO. «Gran parte dei numerosi episodi di attraversamento della sede ferroviaria sono avvenuti per poter accedere alla pineta direttamente dalla via Aurelia», è il dato di fatto fissato nero su bianco dal lavoro della Commissione di indagine del ministero dei trasporti datata maggio 2016. Commissione che indica i provvedimenti da prendere. Oggi che la Procura di Lucca ha aperto un’indagine sull’incidente costato la vita a Mattia Musumeci, la condizione di pericolosità indicata nella Relazione di indagine del ministero del trasporto è agghiacciante.
A firmare il documento "Eventi incidentali occorsi dal 01.01.2014 al 31.03.2015, con esiti gravi o mortali, caratterizzati da investimento di persone principalmente in ambito di stazioni o relative pertinenze" sono gli ingegneri Roberto Lucani e Marco Benedetti, componenti della apposita Commissione di indagine istituita dalla Direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime del ministero dei trasporti, datata 23 maggio 2016 ed oggi pubblicata sul sito dell'Era, Agenzia europea per la sicurezza ferroviaria.
Un lavoro approfondito ed esperto, quello di Lucani e Benedetti, che attraversa le stazioni d'Italia, fissa le criticità e conclude con dodici raccomandazioni da trasformare in prescrizioni per opera dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf) affinché Rfi e le Imprese ferroviarie intervengano adottando i provvedimenti necessari.
Sotto la lente di ingrandimento anche quella stazione di Torre del Lago che - scrivono i due ingegneri - «non ha alcun tipo di recinzione/parapetto quale ulteriore deterrente all'attraversamento dei binari». E - viene segnalato - la linea da Torre del Lago a Pisa vede «alcune delle zone attraversate dalla ferrovia nel tratto Pisa-Torre del Lago (in particolare quelle interne alla pineta) da anni diventati luoghi di spaccio di stupefacenti e di prostituzione, motivo per cui numerose persone non autorizzate accedono e attraversano - sia di giorno che di notte - la sede ferroviaria». Dunque, «considerato l'elevato numero di investimenti di persone e di pericolati incidenti avvenuti negli ultimi anni nella zona in esame, emerge la necessità di intervenire, con urgenza, prevedendo specifiche misure per impedire l'accesso alla sede ferroviaria e l'attraversamento dei binari sia in ambito della stazione di Torre del Lago che lungo la tratta ferroviaria che collega la medesima località a Pisa».
In testa alla lista degli interventi da realizzare i due ingegneri pongono il «rendere impraticabile, nella stazione di Torre del Lago, l'attraversamento di binari». A questo si aggiunge il «separare fisicamente la sede ferroviaria della tratta Torre del Lago-Pisa sia dalla adiacente Statale 1 che dalla pineta, al fine di eliminare gli accessi e gli indebiti attraversamenti».
Come reso noto dal “Tirreno” nei giorni scorsi, a fine luglio (il 26 per la precisione) Rete ferroviaria italia ha risposto ad Ansf che aveva emanato le prescrizioni, annunciando la realizzazione - tra l’altro - di «una recinzione per una lunghezza di 550 metri» proprio per la stazione di Torre del Lago. «Tenuto conto che l'attuale contesto normativo pone in capo a ciascun operatore ferroviario e in questo caso a Rfi la responsabilità sulla propria parte di sistema - si legge nella risposta inviata dall’Agenzia diretta da Amedeo Gargiulo al “Tirreno” qualche giorno fa - l'Ansf si riserva di accertare a breve l’avanzamento dei provvedimenti e di verificare lo stato attuale del sito interessato nell'ambito dell'attività istituzionale di supervisione».
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