Sicurezza
Ex operaio Edem muore a 62 anni dopo una operazione
Massimo Pardini era molto conosciuto a Valdicastello Esposto dei familiari: «Vogliamo capire cosa è successo»
PIETRASANTA. Una settimana fa è entrato in ospedale, all’Opa di Massa, per operarsi: un intervento delicato, programmato da un mese. Ma dopo dieci ore in sala operatoria Massimo Pardini, 62 anni, non si è più svegliato. Inutile anche una seconda operazione, nella notte tra lunedì e martedì. Si è spento martedì mattina. E la moglie, Aurora Raggioli, non riesce a farsene una ragione. «Voglio che venga fatta chiarezza - racconta a poche ore dalla tragica scomparsa del marito - giovedì scorso Massimo è entrato in ospedale sulle sue gambe. Ne è uscito in una bara. Voglio solo la verità». Così ha deciso di presentare un esposto, affidandosi ad un legale.
Massimo Pardini era un uomo molto conosciuto a Valdicastello, dove viveva con la famiglia. Il lavoro in miniera - per 11 lunghi anni - non aveva attenuato la sua voglia di vivere e di ridere. «Lascia un grande vuoto e non è una frase fatta - dicevano ieri mattina a Valdicastello -: Massimo non passava di certo inosservato. Era un gioioso, uno che sapeva stare insieme agli altri. E infatti era molto benvoluto». Valdicastellotto doc, Pardini, come tante altre persone della frazione, aveva lavorato alle ex miniere Edem: un’occupazione dura, faticosa, spesso anche rischiosa. Poi, con la chiusura dell'area mineraria, aveva continuato a darsi da fare: muratore, marmista, impieghi anche occasionali per portare uno stipendio a fine mese in famiglia. Sposato con Aurora Raggioli, padre di Alessandro - ex consigliere comunale - e Annamaria, negli ultimi anni Pardini, in attesa della pensione, si era dedicato al lavoro in campagna: la cura degli ulivi e la raccolta, i suoi conigli. E poi, nel tempo libero, gli amici del paese.
Anche giovedì scorso, prima di entrare in ospedale per sottoporti ad un intervento per un aneurisma addominale, «era andato a prendere le olive per portarle al frantoio» racconta la moglie. L’operazione era prevista per il giorno dopo venerdì. «Da due anni e mezzo Massimo si sottoponeva a controlli periodici a Cisanello per questo aneurisma Massimo - dice - ma ci avevano detto che per il momento non era operabile e abbiamo aspettato». Poi verso la fine di settembre l’uomo si sente male: «Siamo andato al pronto soccorso del Versilia - continua Aurora Raggioli - e ci hanno detto che mio marito si doveva operare. Dopo due settimane ha fatto la preospedalizzazione, l’intervento invece era previsto per il 4 novembre. Ma nel frattempo Massimo si era sentito male un’altra volta. Giovedì sera, prima dell’intervento, era agitato, non stava bene». In sala operatoria Pardini resta dieci ore, vien portato in terapia intensiva ma non si risveglia. Nella tarda serata di lunedì uni medici tentano una nuova operazione. Ma Massimo muore. Ed ora Valdicastello tutta lo piange. «Una persona giovale, mio marito: sapeva farsi volere bene. A Valdicastello lo conoscevano tutti ed oggi (ieri, ndr) sono stati in tanti a volerlo salutare ancora una volta» dice la moglie Aurora. I funerali di Massimo Pardini sono fissati per le 15 di questo pomeriggio, alla Pieve di Valdicastello.
Valentina Landucci
Luca Basile
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