Sicurezza
La città si interroga sul clima di violenza
VIAREGGIO. Passeggiata, Pineta, Palazzetto. Tre omicidi nel giro di sette mesi. E la città - con la politica in testa - torna a interrogarsi. Giusto evitare strumentalizzazioni, che sono sempre...
VIAREGGIO. Passeggiata, Pineta, Palazzetto. Tre omicidi nel giro di sette mesi. E la città - con la politica in testa - torna a interrogarsi. Giusto evitare strumentalizzazioni, che sono sempre sgradevoli in questi casi. Ma è chiaro che tutti questi fatti di sangue - diversi nell’origine e nelle cause, anche se simili in maniera sinistra nelle modalità - e questa violenza non possono che lasciare sgomenta Viareggio. Che si sente sempre più smarrita. E ostaggio non tanto e non solo di una delinquenza comune (o meno), ma di un clima feroce, quasi barbarico. A maggior ragione se si pensa che tutti e tre gli omicidi degli ultimi mesi sono stati compiuti con il coltello.
«Dall’inizio del 2016, a Viareggio - afferma Massimiliano Baldini, esponente del Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago e futuro candidato a sindaco nel caso di nuove elezioni - siamo già al terzo omicidio: quello in Passeggiata, quello in Pineta al laghetto dei cigni e questo di oggi (ieri, ndr) al Palazzetto. Per non dimenticare, poi, il ben noto delitto Iacconi in Darsena e gli spari con morto, fra fratelli, sempre in prossimità del Palazzetto. Siamo a livelli da città metropolitana, non ne possiamo più. E, se allarghiamo lo sguardo alla Versilia, il materiale da aggiungere in termini di cronaca nera non manca davvero».
«Allora - prosegue Baldini - le statistiche sul calo dei reati, ai quali non crede più nessuno perché si sa bene che non vengono fatte le denunce - mi si permetta la battuta - penso che debbano finire nel cassonetto. E - seppur la cosa capisco che non piaccia in Prefettura a Lucca - credo che molta maggiore attenzione si dovrebbe fare a quanto scrivono i giornali, i quali, ben lungi dal fare dell’allarmismo, in realtà documentano correttamente, da anni inascoltati, il peggiorare della sicurezza a Viareggio ed in Versilia. Detto questo, a prescindere dalle peculiarità dei singoli episodi criminosi, torno a dire che è necessario porre fine all’indiscriminata politica di accoglienza del Governo Renzi, porre fine alle normative premiali in tema sconto e di esecuzione della pena garantendone la certezza, applicare rigidamente le norme di polizia preventiva in tema di ordine pubblico, affinché chi si trova in circostanze di dubbia legittimità o di potenziale pericolo per la comunità sia puntualmente perseguito con strumenti giuridici idonei. Un plauso alle forze dell’ordine che, malgrado i limiti enormi nei quali si trovano ad operare, anche stavolta hanno dimostrato grande capacità e prontezza nell’esercizio dei loro compiti. E che meritano di avere a disposizione gli strumenti di legge che rendano efficace e non vana la loro opera professionale, già di per sé assai pericolosa».
Così Alessandro Santini, esponente di Forza Italia: «La prefettura di Lucca e tutte le istituzioni chiamate a recepire le istanze dei cittadini hanno dimostrato, per piazza Dante, che un lavoro deciso, mirato e coordinato porta risultati. Questo modello ha unito tutti gli enti preposti alla sicurezza e deve essere riproposto subito per la zona del Palabarsacchi: solo così si possono dare risposte efficaci e calibrate sui bisogni specifici del territorio. Qui - continua Santini - dove si è consumato l'ultimo gravissimo fatto di sangue che ha allarmato, di nuovo, tutta la nostra comunità, vengono bambini, famiglie, giovani e anziani per fare sport; a pochi metri ci sono ristoranti, scuole e parchi pubblici: chiedo al commissario Fabrizio Stelo e a tutti gli enti e le forze dell’ordine, Prefettura in testa, di attivarsi subito, ognuno secondo la propria competenza, per trovare la soluzione più giusta a garantire la sicurezza di questa parte della città. Che non è piazza Dante ma, come piazza Dante, ha bisogno di aiuto e con urgenza».
«Un altro accoltellamento a Viareggio - afferma infine Maria Pacchini della Lega Nord - Pur nell’incertezza delle dinamiche e a prescindere da chi sia la vittima e da chi sia l’assassino e dal fatto che chi sceglie una determinata vita ne assume, volente o nolente i rischi, non intendo passare oltre la considerazione che un essere umano è stato ucciso. Un omicidio, che sia analizzato su percentuale annua che trimestrale, determina con asettici numeri che a Viareggio gli atti criminali, a prescindere da chi colpiscono, sono in aumento e la necessità di interventi, controlli, leggi e regole certe, provvedimenti di sicurezza determinanti nell'imprevedibilità degli attori, dei luoghi e dei crimini».
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