Il Tirreno

Versilia

Viareggio finisce sott’acqua

di Donatella Francesconi e Claudio Vecoli
Viareggio finisce sott’acqua

Allagamenti e alberi caduti ma il peggio dovrebbe essere passato

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VIAREGGIO. Notte di pioggia, vento, lampi e fulmini - quella fra sabato 5 e domenica 6 novembre - su Viareggio e la Versilia.

A partire da poco dopo le 23 e fino a notte fonda un vero e proprio nubifragio si è abbattuto sia sulla zona costiera che sulle zone interne provocando disagi e qualche danno. Numerose le telefonate al centralino dei vigili del fuoco anche se fortunatamente non si sono verificati danni a persone. A causa del forte vento sono infatti caduti alcuni alberi (con conseguenti problemi alla viabilità e la chiusura del viale dei Tigli), si sono allagate strade e piazze e si sono verificate momentanee interruzioni di energia elettrica a causa dei molti fulmini abbattutisi

Fra le situazioni più critiche, quella della Darsena a Viareggio. Le strade interne del quartiere che si affaccia sul porto si sono infatti completamente allagate trasformandosi in piccoli torrenti. A causa dei tombini ostruiti dagli aghi di pino, la fognatura bianca ha ben presto smesso di ricevere acqua e il manto stradale di moltissime strade è stato ricoperto d'acqua ben oltre il livello del marciapiedi. E tutto questo senza che nessuno chiudesse il traffico.

Scene analoghe anche in altre zone di Viareggio finite sott'acqua come purtroppo sempre accade quando le precipitazioni sono più intense. I cittadini hanno bene in testa la mappa degli allagamenti, ogni volta che piove poco più del normale. Ma tutte le volte diventa un’emergenza.

Sulla Passeggiata a mare il vento ha invece divelto una palma all'altezza dell'hotel London, mentre cartelloni pubblicitari e altri pannelli sono stati abbattuti.

In porto. Problemi anche in porto, dove una barca ha cominciato ad imbarcare pericolosamente acqua e sono così dovuti intervenire i vigili del fuoco di Viareggio, nella notte, per evitare che affondasse. L’allarme è scattato intorno alle 23: un natante di circa 6 metri era semiaffondato mentre era all'ormeggio sul Canale Burlamacca, all'altezza della passerella Pedonale. Grazie alla banca dati conservata presso l'ufficio Nostromi, si è risaliti in poco tempo al proprietario, affinché provvedesse quanto prima alla messa in sicurezza del natante per evitare danni od inquinamenti. Sul posto, oltre a vigili del fuoco e Capitaneria, anche i sommozzatori locali, per le delicate operazioni di recupero - spiega una nota della guardia costiera - «concluse positivamente ma complicate dall'orario notturno e dal forte maltempo in atto».

Il mare agitato, l'intensa pioggia ed i forti venti di Libeccio che hanno soffiato fino a 30 nodi secondo il dato fornito dalla Capitaneria hanno messo a dura prova, in particolare, le aree portuali. I militari della guardia costiera hanno effettuato molti sopralluoghi per monitorare gli ormeggi e la situazione sulle banchine e lungo il Canale Burlamacca, nonché per verificare e risolvere alcune criticità segnalate dall'utenza marittima. Ieri mattina, poi, a causa delle abbondanti piogge dell’intera notte si è in parte allagato il Lungo Molo Marinai d'Italia, rendendo difficoltoso il transito delle autovetture degli operatori portuali, in particolare del settore della pesca.

Il personale della Capitaneria, in collaborazione con l'Autorità portuale regionale, haprovveduto ad aprire i varchi ed i cancelli interni alla Banchina Lenci, in modo da agevolare la sicurezza del traffico veicolare nell'area interessata.

Il Consorzio. Al lavoro anche il Consorzio di bonifica Toscana Nord su tutta la Versilia, là dove le situazioni hanno richiesto interventi. Da Montignoso, Forte dei Marmi a Viareggio tutte le squadre del Consorzio sono state impegnate a preparare il territorio al maltempo fin da venerdì mattina, dopo aver ricevuto il primo bollettino di allerta diramato dal Centro funzionale regionale. Coordinati dalla sala operativa di Viareggio, gli uomini hanno agito indipendentemente nei diversi bacini idraulici, liberando le foci a mare e attivando preventivamente gli impianti idrovori, per svuotare gli invasi. Contemporaneamente è stata verificata la funzionalità della rete dei canali: controllate griglie, paratoie e ponticelli per intercettare e rimuovere eventuali ostruzioni. Presidio agli impianti durante tutto l'evento di piena di sabato proseguito nella notte e nella giornata di domenica. Grazie al generatore non ha mai smesso di funzionare l'impianto del Colatore destro, che drena il bacino a monte di Cinquale e Forte dei Marmi, probabilmente colpito da un fulmine che ha danneggiato l'impianto elettrico.

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