Sicurezza
Si attendono le richieste del pm per gli altri due
VIAREGGIO. È questione di giorni. Poi si saprà cosa accadrà a Federico Bianchi, 21 anni, e Alessio Fialdini, 20, gli altri due ragazzi viareggini finiti nel mirino di polizia e magistratura per l’omic...
VIAREGGIO. È questione di giorni. Poi si saprà cosa accadrà a Federico Bianchi, 21 anni, e Alessio Fialdini, 20, gli altri due ragazzi viareggini finiti nel mirino di polizia e magistratura per l’omicidio di Manuele Iacconi.
Sarà la Procura di Lucca, e in particolare il pm Sara Polino che conduce l’inchiesta, a decidere se chiedere il rinvio a giudizio dei due giovani. E con quali accuse. Le indagini, durate quasi due anni, sono state chiuse già da tre mesi. Ma la decisione della Procura non è ancora stata comunicata. I familiari e gli amici di Manuele, da questo punto di vista, sono in attesa e sperano che la nuova svolta possa arrivare quanto prima.
Sul ruolo di Bianchi e Fialdini - che hanno sempre negato ogni addebito - gira da quasi due anni l’interrogativo principe dell’intera vicenda. Sono stati anche loro a picchiare Manuele e il suo amico? In un primo momento il ragazzo che aveva confessato, e che è stato poi condannato, disse di aver fatto tutto da solo. Poi ha cambiato versione. E, nel maggio scorso, ha fornito in tribunale una ricostruzione di quanto accaduto la sera del 31 ottobre 2014. Che è la seguente.
Manuele Iacconi e Matteo Lasurdi sono in auto, stanno tornando da una serata nei locali della Darsena. Al semaforo che si trova all’incrocio tra via Coppino e via Oberdan avviene lo scontro verbale con due ragazzi di 17 anni. Nel corso dell’inchiesta i due accusati diranno che avevano semplicemente chiesto una sigaretta a Manuele e Matteo. Inizia la lite, e un certo punto - secondo il racconto del ragazzo condannato - spunta Federico Bianchi, detto “il pugile”. Bianchi - sempre secondo questa ricostruzione - dà un cazzotto sia a Lasurdi che a Iacconi. Quest’ultimo cade a terra. Su Iacconi si sarebbe avventato poi Alessio Fialdini. Che avrebbe rifilato il primo colpo di casco quando il trentaquattrenne era già a terra. Poi il casco sarebbe passato nelle mani del diciassettenne per il pestaggio vero. Nel frattempo Matteo Della Ragione avrebbe massacrato Lasurdi, sempre con l'uso di un casco. Nella ricostruzione fornita dal giovane condannato resta un punto poco chiaro. E cioè la frase che Fialdini gli avrebbe rivolto. Dall’inchiesta si ipotizza che Fialdini avrebbe detto all’amico: «Ti ho fatto vedere come si fa, ora tocca a te». Ma le parole non sono state mai confermate. Resta poi il dubbio sul vero padrone del casco usato per l’omicidio: gli inquirenti e la parte civile sostengono che fosse proprio di Fialdini, mentre la difesa di Alessio - sostenuta dall’avvocato Massimo Landi - sostiene che avesse indosso un casco prestatogli da Bianchi. Fialdini, peraltro, ha sempre smentito di aver partecipato alla rissa, affermando di essersene andato subito dalla scena dell’aggressione. Portandosi via anche Bianchi. (m.t.)
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