Il Tirreno

Versilia

Nuovo processo per il delitto Iacconi

di Matteo Tuccini
Nuovo processo per il delitto Iacconi

Della Ragione alla sbarra a Firenze: all’epoca era minorenne

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VIAREGGIO. Si apre un nuovo processo per l’omicidio di Manuele Iacconi, morto a 34 anni dopo un pestaggio a colpi di casco in via Coppino. In tribunale è il turno di Matteo Della Ragione, 19 anni, uno dei quattro ragazzi che - secondo gli inquirenti - furono responsabili della rissa nella notte di Halloween del 2014. Aggressione che causò la morte di Manuele - spirato dopo un mese di agonia all’ospedale di Livorno - e lesioni gravi all’amico di lui, Matteo Lasurdi, poi riuscito a sopravvivere.

Della Ragione all’epoca era minorenne, così come l’altro giovane che si autoaccusò del pestaggio. Secondo la ricostruzione del commissariato di Viareggio, che ha eseguito le indagini, sarebbe stato lui a picchiare a sangue Lasurdi, mentre l’altro diciassettenne colpiva ripetutamente col casco Iacconi. Come lo stesso avrebbe poi confessato pochi giorni dopo alla squadra Anticrimine diretta da Lucio Chelotti. I due ragazzi sono finiti nel mirino della Procura dei minori di Firenze, che ha chiesto il giudizio immediato solo per il ragazzo che si era autoaccusato. E che per il delitto è già stato condannato a dodici anni di carcere sia in primo grado che in appello. Il processo che lo riguarda andrà avanti fino alla Corte di Cassazione.

Anche a Della Ragione viene contestato l’omicidio di Iacconi e il tentato omicidio di Lasurdi. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura, il 17 novembre - come da comunicazione ufficiale inviata al suo avvocato difensore Giorgio Nicoletti - sarà processato nel tribunale minorile di Firenze. Nel frattempo il giovane ha avuto altri guai con la giustizia: un anno fa fu protagonista di una rissa a Torre del Lago, con un barista aggredito e ferito a colpi di mazza. La polizia lo ha denunciato per l’episodio - è per questo che facciamo il suo nome e cognome, a differenza dell’amico - e il questore ha deciso di sottoporlo a sorveglianza speciale. Il ragazzo è libero, dopo aver passato alcuni mesi recluso in una comunità: ma per un anno a partire dalla denuncia (avvenuta a febbraio) non può uscire di casa la sera, partecipare a riunioni o incontri pubblici, né stare insieme a chi ha avuto problemi con la giustizia.

Il nuovo processo servirà a mettere un ulteriore mattone nella ricostruzione giudiziaria del massacro, avvenuto in una notte che doveva essere di divertimento. E per cui sono stati aperti ben tre filoni d’inchiesta. Dei primi due abbiamo già detto; il terzo (leggi sotto) riguarda altri due ragazzi, Federico Bianchi e Alessio Fialdini, che sono quasi coetanei degli altri due ma erano già maggiorenni all’epoca dei fatti. Nei loro confronti la Procura di Lucca - che è titolare dell’inchiesta proprio perché i due avevano compiuto 18 anni - ha chiuso le indagini e trasmesso gli atti al giudice delle indagini preliminari del tribunale. Si attende solo la decisione del pm Sara Polino, che potrebbe chiederne il rinvio a giudizio per omicidio e tentato omicidio; oppure derubricare il reato, il che significa ridurne la gravità. Ma potrebbe anche chiedere il proscioglimento, nel caso in cui il magistrato ritenesse di non avere elementi per arrivare a processo. E magari ottenere una condanna.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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