Il dolore
Lippi: caro mio Belvedere...
Anche il Ct campione del mondo lancia un appello per piazza Mazzini
VIAREGGIO. Le merende al bar Fappani, le partite di pallone sulla spiaggia, gli appuntamenti alla fontana con le ragazze. Ricordi di ragazzino legati al Belvedere delle Maschere per un viareggino davvero speciale, Marcello Lippi, il commissario tecnico della nazionale italiana campione del mondo di calcio. Anche per lui, che ha lavorato e tutt’ora lavora in giro per il mondo, piazza Mazzini è molto più di uno spazio bello e suggestivo: è il luogo dei momenti indimenticabili, della spensieratezza, il simbolo della bellezza di Viareggio.
Marcello Lippi dal 22 ottobre è commissario tecnico della Nazionale cinese. A lui è stata affidata la missione di conquistare la qualificazione ai campionati mondiali in programma in Russia nel 2018. Un compito difficile, che lo costringe a rimanere in Cina per lunghi periodi, ma che non gli impedisce di seguire con attenzione quello che succede nella sua Viareggio, pronto a dare, ogni volta che può, il suo apporto, non lesinando critiche ma con lo spirito costruttivo di chi è stretto da un amore profondo con la sua città. Non si stanca di ripetere che dovrebbe essere tenuta meglio e in particolare per quanto riguarda gli impianti sportivi ne ha più volte sollecitato una cura maggiore. Quando la piscina era chiusa si è unito ai genitori e ai giovani che la frequentano per chiederne la riapertura. Insomma non perde occasione per testimoniare il suo legame con la città. Per questo non poteva restare insensibile alla campagna del nostro giornale per cercare di far tornare piazza Mazzini agli antichi splendori, via dal degrado e dall’incuria che purtroppo ne segnano l’immagine attuale.
«Sì - dice - questo posto è importante, è un biglietto da visita per Viareggio. Dovrebbe presentarsi nel migliore dei modi. È uno dei luoghi più frequentati dai viareggini, ma non solo da loro. Ecco perché bisogna che vengano realizzati tutti gli interventi necessari a migliorarne l’aspetto».
Marcello Lippi, prima di trasferirsi da giovane a Genova quando la Sampdoria lo prelevò dalla Stella Rossa, come tutti gli altri ragazzini di Viareggio qui ha vissuto tantissimi momenti. Insieme agli amici, quelli ai quali è rimasto legato ancora oggi, qui si ritrovava nei pomeriggi dopo la scuola, durante le giornate estive e ovviamente nelle settimane del Carnevale.
Tra gli amici inseparabili, c’era il dottor Enrico Petri. «Tra le abitudini quando ci trovavamo in piazza Mazzini - ricorda - c’erano le merende al bar Fappani per gustarci il budino di riso, ma come dimenticare le partite a calcio in spiaggia e nella piazza e poi gli appuntamenti alla fontana. Nel periodo di Carnevale era il punto di ritrovo per “abbordare” le ragazze e poi assistere ai fuochi. Vedere la piazza in queste condizioni fa male».
Marcello Lippi e Viareggio, una storia infinita, un legame indissolubile, tanto che nel corso della sua lunga e gloriosa carriera in giro per il mondo ha sempre voluto mantenere la sua residenza in città. Amante del mare da sempre, si è trasferito dalla sua abitazione all’ex Campo d'Aviazione, in un appartamento sul viale a mare, da dove può vedere il mare e la spiaggia. Quando è in città si muove spesso in bicicletta utilizzando la pista ciclabile e inevitabilmente passa da piazza Mazzini. «Spero davvero che vengano eseguiti i lavori per sistemare la pavimentazione e le aiuole - ripete - è un bene comune e come tale deve essere salvaguardato».
Il suo appello ad avere cura della piazza principale di Viareggio è rivolto non solo a chi è chiamato ad amministrare il comune, ma a tutti i cittadini, viareggini e turisti, che qui vengono a respirare l’aria del mare. «Rammento ancora come fosse ieri - sottolinea - l’emozione della sera della festa per la vittoria del Mondiale che Comune e Fondazione Carnevale organizzarono proprio qui». L’allora sindaco, Marco Marcucci gli consegnò - prima di lui questo onore era stato riservato solo a Mario Tobino - le chiavi della città. «All’illustre concittadino - questa la motivazione - per aver consegnato al mondo insieme all’immagine migliore dello sport italiano la cartolina più bella nostra città». Una cartolina, aggiungiamo noi, che non poteva non avere come scenario il Belvedere delle Maschere, in quella piazza che tutti siamo chiamati a rendere di nuovo bellissima.
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