Il Tirreno

Versilia

L'ex boss della "mala" scrive alla ricerca di redenzione

Matteo Tuccini
Giuseppe Musumeci
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Giuseppe Musumeci

Giuseppe Musumeci assieme al fratello terrorizzò la Versilia tra gli anni Ottanta e Novanta: ora è in carcere. Lì affronta i suoi demoni con i racconti, dopo aver perso la madre e un figlio

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TORRE DEL LAGO. Cerca la redenzione attraverso la scrittura. Racconta di personaggi che alla fine muoiono sempre, senza possibilità di lieto fine. E a chi oggi gli sta accanto dice che mettere i suoi demoni su carta lo aiuta a combatterli. Perché quando si ha un passato come quello di Giuseppe Musumeci detto “Pippo”, 63 anni, originario di Catania ma trapiantato da tempo a Torre del Lago, dimenticare è impossibile. E ingiusto. Per le vittime, ma anche per il carnefice.

Musumeci ora è in carcere a Pisa dopo essere stato condannato per una serie di reati - tra cui rapina - ma con alle spalle l’assoluzione per l’accusa, da lui ritenuta infamante, di sfruttamento della prostituzione. Tanto che, assieme all’avvocato Giorgio Nicoletti che lo tutela, presenterà querela contro chi lo denunciò all’epoca per quella vicenda. Nel frattempo l’uomo che assieme al fratello Carmelo Musumeci fondò la banda Musumeci, terrorizzando la Versilia tra anni Ottanta e Novanta - erano specializzati in droga e racket - si è messo a scrivere. Come il fratello, che sta scontando l’ergastolo a Padova e che è diventato un simbolo della lotta al “Fine pena mai”. Con tanto di blog su Internet.

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Pippo Musumeci, invece, sa di dover aspettare tre anni prima di ricominciare una nuova vita. Intanto escono i libri con i suoi racconti. Musumeci ha aderito a un progetto della casa editrice Mds, che ha dato la possibilità ai detenuti del carcere pisano Don Bosco di esprimersi con la scrittura. Pare che “Pippo” avesse sempre avuto la passione, ma questo cambia poco. L’11 novembre a Pisa ci sarà la presentazione di “Gabbie”, nuovo contenitore dei lavori dei detenuti dopo “Favolare” e “Radicamenti”, usciti negli ultimi anni. Sarà un vero e proprio evento, con il sottosegretario Cosimo Maria Ferri.

Nel libro c’è anche la firma di Pippo Musumeci. Che nell’ultimo mese ha ricevuto la visita di nuovi incubi, dopo quelli che ha contribuito a spargere lungo la sua carriera criminale. A settembre ha perso sua madre; pochi giorni fa il figlio di 27 anni Mattia Musumeci, amatissimo, uno che aveva rifiutato la vita di padre e zio e che voleva diventare un volontario della Misericordia. Un treno lo ha travolto portandogli via le speranze: su quell’incidente c’è persino un’interrogazione in Parlamento. Anche su “Pippo” tutti gli interrogativi sono leciti, ma questa è la sua storia. Anzi, le sue storie.

 

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