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L’altro lato dei rifiuti Del Dotto a Miracolo «Basta poltrone»

VIAREGGIO. L’incompatibilità tra il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, e l’ex presidente di Sea Ambiente, Fabrizio Miracolo, sulla gestione delle aziende partecipate non è affare nuovo. Per...

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VIAREGGIO. L’incompatibilità tra il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, e l’ex presidente di Sea Ambiente, Fabrizio Miracolo, sulla gestione delle aziende partecipate non è affare nuovo. Per questo il primo cittadino di Camaiore ha preso carta e penna per rispondere all’intervista a Miracolo apparsa sul Tirreno. Una missiva che entra nello specifico delle affermazioni dell’ex presidente il quale si era espresso in maniera piuttosto critica sul futuro dell’azienda dei rifiuti e sul suo futuro. E anche Del Dotto non le manda a dire.

«La chiusura di Sea Ambiente lascia in piedi i contratti dei Comuni con Sea Risorse - scrive il sindaco Del Dotto - Per un noto meccanismo di legge, opinabile ma ineludibile, Sea Ambiente chiuderà la propria storia con la fine del mese di febbraio 2017: società mista a maggioranza pubblica, certo, ma non per questo un modello ineccepibile di gestione del servizio, se si pensa ai 2 milioni di euro transatti dal Comune di Camaiore sugli inadempimenti 2003-2013».

Come dire, parafrasando un noto detto: non è tutto oro ciò che è pubblico.

«Nei servizi pubblici conta la qualità: quella dei progetti, delle persone, dei presidenti, degli amministratori, dei soci - continua Del Dotto - Non conta invece il mero dato numerico né l’algido confronto di quote di partecipazione. Intanto è bene premettere che con 10 milione di servizi, Camaiore è un utente importante prima ancora che socio, che conta 1/3 del valore aziendale: ciò spinge a ribadire che controllare, monitorare, programmare e, nel caso, sanzionare sono i quattro doveri cardine del Comune. Il controllo del Comune su una società, pubblica o mista che sia, non è questione semplicemente formale di qualificazione “pubblica” o “privata” o di percentuali: i numeri sono solo uno specchietto per le allodole».

E rincara la dose riguardo ai bandi: «Peggio che mai è pensare di mettere in minoranza un socio privato entrato nella compagine con un bando di gara fatto dal Comune di Viareggio nel 2002, nel quale gli si era detto che sarebbe stato socio di maggioranza relativa: significherebbe cambiare l’oggetto della gara, che per chi conosce il settore del diritto amministrativo, tecnicamente significherebbe finire per dover pagare fior di danni e comunque vedersi condannati a lasciare il socio in maggioranza relativa, tutto ciò ricadendo sulle tasche e sulle teste dei cittadini».

La priorità seria non pare possa essere quella di giocare a risiko con le quote, i cittadini pagano un servizio. Il vero tema è quello del controllo su ciò che va deciso, ciò che si paga e ciò che si fa.

«Intendiamoci - conclude il sindaco - è un’idea legittima quella di pensare di acquisire il controllo pubblico totale. Chi sostiene questa prospettiva sa bene che in quel modo la politica disporrebbe di nomine e incarichi importanti in cui sistemare fedelissimi, potrebbe distribuire stipendi, dal Cda all’amministratore delegato sino ai dirigenti e alle carriere dei lavoratori. Poi, oggi, con Alessio Ciacci abbiamo dato una sterzata fortissima alla Strategia Rifiuti Zero sul nostro Comune: pur complesso, il Pap del Lido è un'esperienza unica di differenziata in zona sottoposta a spaventose oscillazioni di utenza (che triplica nell’estate). La vera risposta ai problemi innegabili che oggi affliggono i servizi pubblici locali non è la ricerca di tecniche con le quali controllare e far proliferare poltrone, incarichi e stipendiati e nemmeno quello di sfamare gli appetiti di chi vorrebbe più appalti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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