Il dolore
Il costruttore: «È la fine di un incubo»
Cinque anni nell’angoscia: «Ora voglio pensare al figlio in arrivo e a fare un bel carro per il 2017»
VIAREGGIO. Quando il giudice in aula ha pronunciato la parola "assolto" ha tirato un sospiro di sollievo. Dopo oltre cinque anni di battaglie legali, Massimo Breschi esce pulito dall'accusa di evasione fiscale. Una vicenda che risale al 2011 ma che il costruttore si era portato dietro suo malgrado fino ad oggi. «Mi sono finalmente tolto un peso dallo stomaco. Per certi versi me lo aspettavo, avevo fiducia nella giustizia. Però fino a quando non è stata letta la sentenza ero certamente molto teso».
Il costruttore ripercorre poi i cinque anni da indagato prima e imputato poi. «Mi ricordo - racconta - che i finanzieri vennero a farmi visita il 13 maggio. Sono sicuro perché era il giorno del mio compleanno. E davvero non potevo festeggiarlo in modo peggiore. Mi hanno fatto proprio un bel regalo, pensai allora. Senza immaginare ancora quello che poi ho dovuto passare».
Già, perché per Breschi ritrovarsi con una denuncia penale per evasione fiscale e, allo stesso tempo, con l'Agenzia delle entrate che ti chiede quasi 200mila euro fra imposte non pagate, sovrattasse e interessi vari ha significato infilarsi in un vero e proprio tunnel. «In attesa della sentenza - spiega il carrista - ho dovuto cominciare a pagare quello che lo Stato rivoleva indietro da me. Nel frattempo ho versato quarantamila euro al fisco. E non è facile far quadrare i conti quando ogni mese devi tirarti fuori di tasca quattromila euro e deve al tempo stesso rispettare tutti gli impegni fiscali per non rischiare di perdere il Durc (il documento unico di regolarità contributiva senza il quale non si può accedere al bando di concorso del Carnevale, ndr)».
Breschi, però, non nutre alcun tipo di rancore. «No, non ce l'ho ne con la Guardia di finanza né con l'Agenzia delle entrate. Loro fanno semplicemente il loro lavoro. E devo dire che, malgrado il brutto periodo trascorso, mi sono sempre trovato di fronte delle persone che si sono comportate con grande correttezza ed umanità».
Chiuso questo capitolo, il vincitore del Carnevale 2015 può adesso dedicarsi a ciò che più gli sta a cuore. «Intanto a metà di dicembre diventerò di nuovo padre. Dopo due femmine, arriva adesso anche un maschietto. Aver chiuso questa vicenda mi farà vivere l'attesa del suo arrivo con più serenità».
Poi, naturalmente, c'è da portare a termine il nuovo carro per l'edizione 2017. «Sono già al lavoro da un pezzo, ma sapere di non aver più sulla testa la spada di Damocle di un debito da 200mila euro mi rende più tranquillo. E credo che mi farà fare meglio il mio lavoro. Anche perché il prossimo anno c'è in palio la permanenza in prima categoria».
Cla.Ve.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
