Il Tirreno

Versilia

Arriva da Careggi il nuovo primario del pronto soccorso del Versilia

di Matteo Tuccini
Arriva da Careggi il nuovo primario del pronto soccorso del Versilia

Si attende solo la nomina ufficiale dell’Asl per l’incarico al 44enne Giuseppe Pepe

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VIAREGGIO. È giovane - compirà 44 anni a dicembre - e arriva dal policlinico di Careggi il nuovo primario del pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Giuseppe Pepe, fiorentino, è il medico che ha vinto il concorso indetto dall’Asl dopo l’addio dell’ex primario, Sergio Milletti, andato in pensione ad aprile. L’arrivo del nuovo direttore è questione di giorni, si attende solo la nomina ufficiale. Che avverrà a breve, come confermano dall’azienda sanitaria nordovest.

Il dottor Pepe è da tempo nella squadra del dottor Stefano Grifoni, direttore del pronto soccorso di Careggi. In cui Pepe è da sei anni responsabile dell’Area osservazione breve. Quello del policlinico fiorentino è un pronto soccorso di alto livello, dove si ricerca sempre più la specialistica. Ed è qui che - assicurano da Firenze - il futuro direttore della prima linea dell’ospedale versiliese ha mostrato le sue capacità. Ora il salto di qualità, con l’incarico in una realtà splendida e difficile. Dove il medico dovrà mostrare tutta l’energia e la competenza necessarie per guidare la macchina su una strada resa dissestata da 165 accessi al giorno (dati del 2015).

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.14261723:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/10/16/news/mai-usato-l-angiografo-costato-un-milione-1.14261723]]La sfida sarà complicata. Il pronto soccorso del “Versilia” lavora tantissimo, soprattutto d’estate. Un paziente su cinque nell’intero territorio dell’Asl - quindi dalla Lunigiana a Piombino - si presenta al punto d’accesso di Lido per situazioni di emergenza-urgenza, vere o presunte che siano. Il reparto ha a sua disposizione medici esperti e di assoluto valore, che da anni ne sono una colonna. Ma è l’organizzazione complessiva a finire spesso nel mirino. Sia gli ambienti che il percorso da far fare i pazienti - in base all’urgenza - sono stati modificati nell’estate del 2015, dopo una ristrutturazione da tre milioni di euro. Ad oggi i risultati non sono quelli sperati: si continua ad aspettare troppo - anche se è bene precisare che si parla dei casi meno gravi - e la questione dei pazienti lasciati a lungo in barella in attesa del ricovero è ancora un problema. I sindacati sostengono che tutto è dovuto alla carenza di personale, soprattutto infermieri e operatori sociosanitari. La direzione dell’Asl, da questo punto di vista, ha sempre nicchiato. Anche se la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis ha promesso una verifica sui carichi di lavoro e sul numero di persone necessario per non rimanerne schiacciati. Cosa che invece avviene, e anche di frequente.

Questa premessa è necessaria per capire il malumore della squadra oggi al lavoro nel pronto soccorso versiliese, vessato anche da rischi continui per la presenza di pazienti troppo esagitati. Quando non pericolosi. Il compito del dottor Pepe sarà di ricompattare questa squadra - tra cui i medici che aspiravano all’incarico di direttore e che hanno partecipato al concorso - e raggiungere gli standard qualitativi che negli ultimi anni sono mancati.

@matteotuccini

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